volpe II
GEAPRESS – Chiamata insolita per gli operatori del canile municipale di Palermo. Il fatto denunciato era di un cane all’interno di un condominio. All’arrivo dell’operatore, però, si constatava come il povero animale fosse in realtà una volpe con almeno una zampa spezzata.

La volpe, verrà ora consegnata al Corpo Forestale della Regione siciliana il quale, nelle prossime ore, provvederà al trasporto presso il Centro di Recupero gestito in località  Ficuzza dalla LIPU e dall’Azienda Foreste della Regione.

Di certo, stante quanto hanno potuto verificare i volontari della LIDA che hanno provveduto a contattare la Forestale, il piccolo animale presenterebbe la sicura rottura di una delle due zampe. Malconcio, invece, un altro arto.

Il recupero è avvenuto in un condominio in località Addaura, ovvero un quartiere di Palermo alle falde di Monte Pellegrino, prevalentemente abitato d’estate. Quello che stranizza, però, è la tipologia della ferita. Tutte le ipotesi sono ovviamente aperte, ivi compresa quella di un investimento concluso con il lento trascinarsi del povero animale all’interno del condominio. La località è però confinante con la Riserva Naturale di Monte Pellegrino, ormai inserita nel contesto urbano di Palermo e purtroppo non esente dal diffuso fenomeno dei lacci – cappio in metallo, piazzati dai bracconieri di conigli. Meno probabile la presenza di tagliole, più utilizzate per animali di grossa taglia come nel caso degli ungulati. Proprio oggi, però, il Comune di Palermo ha in un certo senso ufficializzato l’incredibile presenza dei cinghiali proprio sul Monte Pellegrino. Il rotolare di alcune pietre lungo la strada di accesso alla montagna, ha indotto la chiusura della circolazione stradale su via Bonanno dalle 23.00 fino alle 6.00 del mattino. Secondo il Comune la “colpa” sarebbe proprio dei cinghiali arrivati, nel Monte circondato dalla città, chissà in che maniera.

In effetti già da un paio di anni si susseguono le segnalazioni di cinghiali proprio sul Monte Pellegrino, ovvero una sorta di isola immersa nella città. Un episodio, quello della comparsa dei cinghiali, che ha fatto seguito a quanto accaduto in altra Riserva Naturale, anch’essa inserita in un contesto prevalentemente urbano, ovvero quella di Capo Gallo.

Per le caratteristiche dei due comprensori, entrambi vincolati al divieto di caccia, è certo che gli animali siano stati da qualcuno liberati.

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