pit bull II
GEAPRESS – Agenti della Polizia di Stato appartenenti all’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, hanno tratto in arresto un giovane accusato dei reati di violenza, resistenza e minacce a Pubblico Ufficiale oltre che furto di energia elettrica.

L’intervento di polizia che ha portato all’arresto e scaturito nel corso di un controllo di un magazzino di via Buonpensiero. Si tratta di una strada nei pressi del Cimitero di Sant’Orsola ed il fiume Oreto, non nuova ad interventi repressivi che hanno comportato anche il sequestro di animali.

In questo caso, all’interno di un magazzino, sono stati individuati 13 Pit bull che secondo la Polizia di Stato, sarebbero di dubbia provenienza.
I fatti sono avvenuto intorno alle 20.00 di ieri sera, quando una pattuglia, in servizio di prevenzione e controllo del territorio, riteneva di sottoporre a controllo di polizia gli occupanti di una vettura ferma sul ciglio della strada. Le spiegazioni fornite dai due soggetti, circa la loro presenza in zona, non convincevano però gli Agenti che decidevano di estendere il controllo ad un magazzino limitrofo. In questo posto, infatti, i due avrebbero raccontato di essere rimasti.

Uno dei due soggetti sottoposti a controllo provvedeva così all’apertura del lucchetto consentendo l’accesso agli Agenti. Secondo la Polizia di Stato il presunto magazzino era in realtà un’area esterna delimitata da muratura, reti metalliche e materassi.

Al centro dell’area 13 gabbie di un metro quadro cadauna costruite in mattoni di tufo e cemento. All’interno di ogni gabbia un pitbull che ringhiava.

A questo punto la situazione è degenerata. Alla richiesta dei poliziotti sull’eventuale rintracciabilà dei cani, ovvero la presenza del chip, uno dei soggetti sarebbe andato in escandescenza colpendo gli Agenti. Non soddisfatto li apostrofava in malo modo e si rifiutava di seguirli. Tratto in arresto  dovrà ora rispondere anche del reato di furto di energia elettrica, in considerazione della presenza di un magnete che, così come stabilito da personale Enel, attingeva irregolarmente corrente elettrica da altra fonte.

Sul luogo veniva fatto intervenire un veterinario dell’Asp allo scopo di verificare la salute dei cani che, ad un primo superficiale esame, sembravano versare in cattivo stato.

Proprio in merito alla considerevole presenza di animali, indagini sono in corso per verificare se all’interno del magazzino fosse stato approntato un allevamento di cani, magari addestrati al combattimento o, comunque, pronti ad esser venduti “in nero” ed a prezzi concorrenziali.
L’intera area è stata posta sotto sequestro.

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