pellegrino
GEAPRESS – Ogni momento potrebbe essere quello decisivo, per salvarsi come per  morire.

Pellegrino, cane abbandonato nell’omonimo monte che sovrasta Palermo, ha nelle sue viscere numerosi spilli metallici. I volontari della LIDA stanno seguendo scrupolosamente quanto impartito dal Veterinario. Gli spilli sono distribuiti in una vasta porzione dell’intestino; per questo non conviene intervenire chirurgicamente. Si spera che il particolare cibo che gli viene somministrato, compatti gli spilli in una massa vischiosa fino alla totale evacuazione. Fino all’ultimo spillo, però, Pellegrino rischia grosso. Per questo, ad intervalli regolari, viene sottoposto ad esame radiografico.

Ad accorgersi del cane è stata una ragazza russa che, come tanti cittadini palermitani, ama percorrere in mountain bike la vecchia strada ciotolata che dalle città sale fino al Santuario di Santa Rosalia. Pellegrino era ai bordi del ciotolato, immobile, tutto piagato. Slavania si ferma immediatamente, cerca di capire cosa ha il cane, smagrito e con scorci di pelle sollevata. Il pensiero va ai ragazzi della LIDA; più volte, infatti, li aveva aiutati nelle mille emergenze del randagismo palermitano. Pellegrino è null’altro che un pugno di ossa coperte dalla pelle di un corpo disidratato. Si scoprirà poi che il povero cane ha tre costole fratturate e problemi articolari seri, probabile frutto di un investimento. L’ipotesi più probabile è che dopo non meno di un paio di mesi dall’abbandono, il cane sia finito sotto un macchina lungo i tornati che intersecano la strada asfaltata.

Il cane si è trascinato finchè ha potuto ed infine si è accasciato. Giorni penosi che infine lo hanno piagato. Le disgrazie, però, non erano finite. Qualcuno, infatti, deve avere cosparso la zona di micidiali polpette “condite” con gli spilli. Pellegrino, affamato, ne deve avere divorate alcune.

Grazie alla ragazza in bicicletta, la sua storia cambia finalmente direzione.  Pellegrino viene prelevato da Fiammetta Carmona, volontaria della LIDA di Palermo. Il cane ha la  rickettsiosi in stato molto avanzato. Le zecche, infatti, lo avevano assalito.

Quello che preoccupa non è la rickettsiosi – riferisce Fiammetta Carmona a GeaPress – Adesso è il male minore. Il vero pericolo sono quei maledetti spilli. Ne ha tantissimi e finchè non li ha eliminati  non possiamo stare tranquilli. Una vera tortura che solo una mente criminale poteva inventarsi”.

Nella serata di oggi, arriva finalmente la prima parziale buona notizia. Alcuni spilli sono andati via. La particolare alimentazione sta dando il risultato sperato. Pellegrino, per fortuna, ha molta fame e questo, per la particolarità della situazione, lo sta agevolando.

Non so ancora come andrà a finire questa storia – aggiunge la volontaria – Mi appello ai lettori di GeaPress affinchè la LIDA di Palermo possa essere aiutata in questo compito. Vogliamo salvarlo, sappiamo che la strada sarà lunga, ma Pellegrino ha tutto il diritto di essere accolto in famiglia. Intanto – conclude Fiammetta Carmona – attendiamo tutti l’ultimo spillo e spero vivamente che l’autore di questo gesto legga la storia di Pellegrino e quello che  ha causato“.

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