GEAPRESS – Singolare intervento dell’Arma dei Carabinieri, questa mattina a Palermo. Dietro segnalazione di un cittadino insospettito, una pattuglia dei militari ha individuato un’auto rubata e posteggiata nei pressi della sede del Giornale di Sicilia, in via Lincoln.

Il furto era avvenuto agli inizi di giugno, ma sicuramente fino a non molti minuti prima era stata utilizzata da chissà chi. Al suo interno, infatti, vi era una cucciolata di gatti. Piccoli ed ormai sul punto di morire all’interno dell’abitacolo trasformatosi in un forno sotto il cocente sole palermitano.

I Carabinieri hanno, pertanto, disposto l’immediato prelievo dei gatti e dopo una breve sosta presso la Caserma Carini, sede di uno dei due Comandi Compagnia di Palermo, ovvero quello di Piazza Verdi, hanno consegnato i micini ad una Associazione locale che si occupa della difesa dei gatti.

Ma perchè ad un ladro (di macchine) possono interessare dei gattini? Ovviamente qualsiasi ipotesi è difficilmente azzardabile, considerato che difficilmente il possessore di un’automobile rubata verrà mai a rivendicare la propriertà dei gattini. Alcune ipotesi, però, possono essere avanzate.

La prima, documentata anche agli atti del Tribunale di Palermo, riguarda alcuni pregiudicati che nottetempo catturavano gatti per rivenderli ad un istituto universitario dove si praticavano interventi a vivo di sperimentazione medica. Il cosiddetto gattarolo, abitava poco distante dal luogo del ritrovamento, ma ora, nel terreno occupato dal personaggio, vi è un ipermercato. Ad ogni modo si trattava di gatti adulti.

Poi c’è l’ipotesi di gattini di strada che di tanto in tanto appaiono nelle gabbiette dei negozi di animali ma anche in …. strada! Cuccioli di cane e di gatto venduti da finti barboni che si spacciano per gestori di rifugi. A tal proposito vi è ormai uno specializzato della … “linea cani”. Più o meno ogni pomeriggio si colloca innazi ai magazzini Oviesse – Carrefour (dove è vietato entrare con gli animali) di via Libertà e vende, dietro offerta per un rifugio che non esiste, cuccioli di cani. E’ un pregiudicato originario di Gorizia ed ovviamente non gestisce alcun rifugio, ma solo la tasca degli ingenui passanti. I due magazzini non sanno più come segnalarlo e lui, del cane randagio, ha presso soprattutto la tenacia di una zecca.

Infine, i combattimenti tra cani. Anche questo è documentato agli atti del Tribunale di Palermo. I gatti ed i cani, specie se cuccioli, vengono feriti e dati in pasto ai lottatori in allenamento. I resti vennero ritrovati dai militari dei Baschi Verdi della Guardia di Finanza, in un allevamento di cani da lotta nei pressi del quartiere palermitano dell’Arenella. I Finanzieri, durante gli appostamenti, notavano due ragazzi in scooter che consegnavano un sacco di tela che si muoveva. Dopo l’irruzione nell’allevamento, scoprirono quel che rimaneva del contenuto.

Ad ogni modo i combattimenti sono molto ridotti rispetto agli anni 90, e sui gattini dell’auto rubata, molto probabilmente mai nulla si saprà della loro origine.

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