villa sofia
GEAPRESS – Un cane che vivacchiava nei pressi dell’Ospedale di Villa Sofia a Palermo. Ieri pomeriggio è improvvisamente apparso, malandato e ansimante, al Pronto Soccorso accasciandosi a terra. Forse quel percorso era  già conosciuto grazie ad una mano caritatevole che aveva già aiutato i randagi delle vie limitrofe. Forse si era recato proprio lì cercando aiuto.

La presenza del povero animale, ansimante e con gli occhi sbarrati, ha scatenato sentimenti contrastanti fin quando una signora che si era recata proprio al Pronto Soccorso, ha iniziato animosamente a chiedere l’intervento dei  sanitari. Altre persone hanno assecondato la richiesta  e salvo pochi pareri discordanti, si è stati concordi che quel cane andava  soccorso, anche perché le solite telefonate alle istituzioni preposte è sembrato non avere sortito effetto.

Dal Pronto Soccorso sono così arrivati alcuni Sanitari i quali, approfittando di un momento di minore afflusso, hanno somministrato al povero cane una flebo ed alcuni farmaci. Sul luogo veniva nel frattempo chiamata la responsabile dell’associazione UADA (Un Atto d’Amore Onlus) Ilaria Rimi che metteva a disposizione la sua automobile per il trasporto del cane presso una clinica veterinaria. Un infermiere ed un ragazzo che si trovava anch’esso al Pronto Soccorso hanno provveduto a portarlo fino alla macchina. Posso passo, con il povero cane tenuto in braccio dai due, il tragitto è stato seguito  da un secondo randagio bianco e nero. “Era uno del gruppo – riferisce a GeaPress Ilenia Rimi – Ho pensato subito a mettere in moto la macchina e correre dal Veterinario e per questo non mi sono accorta, come poi mi è stato detto, che il secondo randagio mi ha seguito fin quando ha potuto. Purtroppo non rivedrà mai più il suo compagno di scorribande. In Clinica mi hanno detto che aveva un trauma interno, forse causa di un incidente. E’ morto poco dopo”.

Persone in attesa al Pronto Soccorso, Sanitari dello stesso e volontari. Tutti impegnati per il randagio di Villa Sofia. “Degli organi preposti – conclude Ilenia Rimi – non ho visto nessuno“.

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