pit bull II
GEAPRESS – E’ un coro di protesta unanime per un video che è già diventato virale a distanza di poche ore dall’inserimento nel web.

Mostra alcuni cani, prevalentemente Pit bull, che sarebbero detenuti nel canile municipale di Palermo. Nel filmato i poveri animali appaiono richiusi in orrende gabbie grandi poco più delle loro stesse dimensioni. Una scena che ricorda più le gabbie dei famosi Orsi della Luna vitenamiti dai quali si estrae la bile, che non un canile municipale di una grande città occidentale.

I volontari quando possono li fanno uscire per una passeggiatina, ma la rimanente parte del tempo sembra che rimangano chiusi nelle gabbie. Non c’è più posto nei box e vi sarebbero pure alcuni casi di cani legati agli alberi o stabulati per alcuni giorni all’interno del furgone dei prelievi. Negli ultimi giorni, riferiscono sempre gli animalisti, si è dovuti pure ricorrere al trasferimento di alcuni cani presso una clinica privata cittadina, ma la realtà è che il canile municipale di Palermo è saturo. Una situazione che i volontari  ormai da tempo denunciano congiuntamente al fallimento delle politiche di trasferimento (deportazione, secondo gli animalisti) di numerosi cani presso strutture private convenzionate. In Sicilia ma anche fuori regione come nel caso dell’Emilia Romagna.

Rimedi immediati sembrano non essercene e viene da chiedersi come sarà possibile svuotare il canile in attesa dei famosi lavori di ristrutturazione.

Intanto il mondo animalista palermitano è in fermento. Oltre alla tanto criticata mostra di Hermann Nitsch che ha creato una vera e propria sollevazione degli animi (vedi articolo GeaPress ) si riaccende ora il focolaio del canile municipale. C’è chi annuncia di volersi incatenare innanzi al cancelli vista l’inutilità dell’azione di denuncia e chi consiglia, invece,  di non chiamare l’ASL e Comune (sono già lì dentro, dice qualcuno). Poi il dramma di taluni cani, come nel caso dei Pit bull. La LIDA lo aveva denunciato già da tempo. Necessitano di un singolo box, nessuno si occupa della loro ricollocazione ed ogni volta che in città vi è un sequestro di cani da lotta, si prospetta il problema di dove sistemarli. L’affidamento in custodia giudiziaria alle stesse persone alle quali sono stati sequestrati, potrebbe così apparire come la strada più facile da percorrere.

Sempre la LIDA, a proposito dei Pit bull, aveva parlato di un “randagismo parallelo” (vedi articolo GeaPress). Se ne trovano sempre di più liberi in strada. Buoni con le persone ma addestrati ad essere aggressivi con gli altri cani. Entrati nel canile, devono  essere necessariamente sistemati in gabbie singole.

I volontari fanno quello che possono e sono arrivati finanche a portare i poveri animali al mare pur di farli uscire qualche ora da quella situazione (vedi articolo e Video GeaPress).

Le grandi campagne di adozione dei cani da lotta condotte dalle associazioni nazionali sembrano finite per sempre ed i trasferimenti di massa imposti addirittura in altre regioni non hanno risolto il problema. Il canile è di nuovo pieno.

Rivolgiamo un appello alla città – riferiscono i volontari della LIDA – quei cani hanno bisogno di aiuto, non possiamo trattarli così. Sono un problema di questa città. Qualcuno deve aiutarli, trovare la maniera di farli uscire da quell’inferno, creare  un programma di riabilitazione e adozione“.

Intanto i Pit bull di Palermo continuano a stabulare nelle gabbiette un po’ troppo simili a quelle degli orsi della luna. Chissà quanto ancora durerà.

Abbiamo provato a metterci in contatto con gli uffici preposti del Comune di Palermo. Ovviamente siamo disponibili ad un loro intervento.

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