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GEAPRESS – Falchi, ossia uccelli rapaci protetti dalla legge, posti in vendita sul web.

L’annuncio, però, non è sfuggito al Corpo Forestale dello Stato del Centro Regionale Anticrimine agroambientale di Palermo, che è prontamente intervenuto denunciando con l’accusa di ricettazione e vendita di specie protetta un soggetto a quanto sembra già noto alle Forze dell’Ordine. Si trattava di Gheppi (Falco tinnunculus) da poco involati dal nido. Una specie, tra l’altro, considerata nell’Appendice II della Convenzione di Washington ed al quale l’Unione Europea riserva il massimo grado di protezione.

Secondo il Corpo Forestale dello Stato gli animali sarebbero stati detenuti illegalmente e posti in vendita sprovvisti di qualsivoglia documentazione. Il prezzo proposto era di circa 200 euro cadauno con una disponibilità dichiarata sul Web di cinque esemplari. Sempre secondo la Forestale tali animali sono oggetto di un prolifero mercato di specie particolarmente protette nella città capoluogo.

Nel corso del mese di Giugno il Corpo Forestale dello Stato ha già messo a segno due operazioni volte a scardinare il mercato nero degli animali. Le operazioni vedono un’azione sinergica tra il personale del Servizio CITES del C.F.S. di Palermo e del Centro Regionale Anticrimine Agroambientale di Palermo.

I due piccoli falchi, quali specie particolarmente protette e minacciate di estinzione, sono stati affidati in custodia giudiziale al Centro di Recupero di Fauna Selvatica di Ficuzza (PA). Per loro si prospetta ora la riabilitazione e la concreta possibilità di tornare in natura.

Già in altre occasioni il Corpo Forestale dello Stato ha rilevato la pericolosità delle nuove frontiere sul web che si sono aperte per il commercio di specie protette dalla legge. Un problema che è stato sollevato anche dagli stessi organismi dell’Interpol intervenuti in operazioni congiunte di polizie di più paesi.

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