cagnetto boss
GEAPRESS – Che fine ha fatto il piccolo “boss”? Si tratta del cagnolino che ha assistito la compagna che era stata investita a Palermo lungo la strada per la contrada di Bellolampo. Una storia triste, anche perchè la cagna non ha reagito al soccorso veterinario e per questo non c’è più. “Boss”, però, si era sistemato nel muretto prospiciente il punto dell’investimento e da allora non era più andato via.

Dopo il racconto della volontaria animalista a GeaPress (vedi articolo GeaPress ) in molti si erano chiesti che fine avesse fatto il piccolo “boss”. Un cane di strada, cresciuto presso la discarica di Palermo che sembra frequentare con una certa costanza. Lui, come molti altri cani randagi.

Del cagnolino che aveva vegliato la sua compagna gravemente ferita, da alcuni giorni non si hanno più notizie. Così, però, avveniva già nel passato. Il piccolo cane marrò e la sua compagna bianca. Inseparabili girovagavano allegramente tra sacchetti della spazzatura ed altri rifiuti avvicinandosi di tanto in tanto alle prime case non proprio vicinissime alla discarica. Cani girovaghi che suscitavano il sorriso degli abitanti per via di quel fare un po’ comico di “boss”.

“L’ultima volta è apparso vicino il cancello di casa ed ha guardato” – riferisce a GeaPress Federica Serio, la volontaria che assieme al fratello e un’altra persona, si è poi premurata per i soccorsi. Boss, però, vuole rimanere libero, magari continuando di tanto in tanto a recarsi dove si è spezzato quel legame che per lui era diventato indissolubile. “Appena ho visto il cagnetto – aggiunge la volontaria –  ho aperto il cancello per farlo entrare ma lui è  scappato via“.

Cosa fare in questi casi? In molti hanno chiesto per un’adozione e questo piacerebbe alla stessa volontaria se solo il cagnetto si facesse avvicinare. Quando la sua compagna ha avuto di bisogno, aveva accettato tutto, finanche di entrare nella macchina di chi si era prestato per i soccorsi. Ricondotto nei luoghi si è però precipitato nel tratto di strada ove era avvenuto l’incidente. Nel frattempo ai volontari giungeva la notizia che la cagnetta era morta.

Adottarlo per toglierlo dalla strada o comunque privarlo del suo mondo? Certo ad alto rischio, con quei mezzi pesanti che ogni giorno arrivano dalla città carichi di spazzatura. Poi le macchine che si “divertono” accelerando tra tornanti e pericolosi rettilinei con improvvise curve a gomito. Come la biforcazione dove uno scellerato ha reciso per sempre il legame tra i due cagnolini.

Quello, però, è il mondo di “boss”. E’ giusto privarlo della sua libertà?

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