barboncina zisa
GEAPRESS – Lanciata all’interno di un sacco nei giardini del Palazzo della Zisa, a Palermo. Innanzi al Castello voluto dal Re Normanno (al-ʿAzīza, in arabo significa  “la splendida”) una scena di incredibile squallore e crudeltà.

Una segnalazione, pervenuta agli operatori del canile municipale di Palermo, aveva infatti segnalato lo strano fagotto. Innanzi agli occhi dell’operatore è così apparsa la barboncina, bagnata e tremante. Un animale ormai anziano che forse non serviva più. Di certo, mai nessuno saprà la sua storia, considerato che la cagnolina era priva di microchip.

La barboncina, subito ricoverata, è stata  riscaldata  per risolvere l’ipotermia che l’affliggeva. Le sue condizioni, però,  non sono buone. Il suo corpicino doveva essere stato rinchiuso in quel sacco almeno dal giorno prima. Per fortuna il sacco ha consentito il passaggio di un minimo di aria. Così ha resistito fino a stamani.

Sembra, però, che si siano manifestati problemi neurologici, ancora da diagnosticare esattamente. Forse sono stati proprio loro a determinare l’abbondono, avvenuto con un metodo particolarmente crudele.

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