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GEAPRESS – Nessun addiaccio o altro recinto per pecore. I cani ieri sera curati presso il canile municipale di Palermo, la “degenza” la subiscono in strada, legati al cancello. Si tratta di un cagnolino ricoverato per un morso al collo ed un altro incidentato. Finite le cure, i cani devono però andare via. Dal 19 settembre scorso, infatti, la struttura è in quarantena causa leptospirosi. Nessuna soluzione alternativa, nessun rimedio momentaneo per una città che conta migliaia di randagi. La convenzione con una clinica privata della quale tanto si è parlato  (valida comunque per pochissime unità) presenta forse qualche incertezza nel rodagio. I due poveri cani, infatti, vanno via solo intorno alle 03.30 di stamani. Prelevati dai volontari quando arriva la disponibilità per il ricovero nella struttura privata convenzionata.  Senza volontari, sarebbero rimasti li, legati al cancello.

Curati e abbandonati. Così denunciano gli animalisti che ieri sera hanno messo a soqquadro i centralini di Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Municipale. Dal Comune, sembra non sia arrivata alcuna risposta. Sul luogo arriva invece una pattuglia della Polizia Municipale. I cani non possono rimanere in quello stato. Tremano. “Non solo per il freddo – riferisce Alessandra Musso, responsabile cittadina della LIDA – quei cani sono sotto shock“. I poveri animali vengono avvolti in coperte di lana e gli Agenti della Polizia Municipale si offrono di pagare a proprie spese gli interventi nel caso individuati.

Tutto questo perchè dal 19 settembre scorso nel canile vige il divieto di movimentazione. Il sequestro sanitario si motiva per la morte di un cane a causa della leptospirosi, una malattia batterica molto contagiosa. Tutti i cani, si legge nell’Ordinanza del Comune, devono essere considerati potenzialmente affetti e finchè le autorità sanitarie non dichiarano spento il focalaio, la struttura rimane chiusa. Divieto di movimentazione, niente cani in uscita e niente cani in entrata. Il presidio sanitario, però, non è sottoposto ad isolamento e le cure prestate dai Veterinari ASL vengono fornite regolarmente. I guai vengono dopo, come nel caso di stanotte.

Il timore è che tale situazione di stallo possa prolungarsi con i previsti lavori di ristrutturazione del canile.

Un caso come quello di stamani era già occorso lo scorso fine settimana, raccontano gli animalisti. Un grosso cane rimasto bloccato all’interno di una sorta di vasca (per fortuna vuota) nei pressi dell’Università di Palermo. Arrivano i volontari e la Polizia Municipale che a sua volta contatta i Vigili del Fuoco. Questi ultimi danno immediata disponibilità a prelevare il cane e liberarlo. Nessuno, però, ha una risposta su dove portarlo. I volontari ripongono ciotole con cibo ed acqua e ringraziano il bel tempo imperante da maggio. La soluzione, dopo lunghe ore, arriva da sola. Il cane trova un varco nel muro di contenimento e scappa. Nessuno sa dove sia andato e cosa combinerà.

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