GEAPRESS – Niente da fare per il cane rimasto bloccato in un dirupo nei pressi di Ottati, in provincia di Salerno (vedi articolo GeaPress). I volontari della sezione di Salerno della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, hanno fatto di tutto, ma di lui ormai non si avverte neanche un labile lamento.

Sono di quelle cose che non dovrebbero mai succedere – riferisce a GeaPress Antonella Centanni, Presidente della sezione di Salerno della Lega Difesa del Cane – Quel luogo è veramente molto accidentato ed i giorni di maltempo hanno complicato non poco le ricerche“.

Gli stessi volontari della Lega Difesa del Cane, hanno rischiato cercando di raggiungere la base delle parete di roccia. Un luogo impervio, quello delle falde della montagna. In forte pendenza e coperto di vegetazione impenetrabile. Facile perdere la strada. Poi l’effetto eco che rendeva molto difficile individuare il punto dal quale proveniva il lamento. Sabato scorso gli operatori della protezione civile di Padule, hanno subito approfittato di uno spiraglio di bel tempo, per cercare di raggiungere il cane. Ma di lui, già, non si sapeva più niente.

Eppure quel cane era nella parete già da parecchi giorni. A quanto pare il Comune di Ottati ne era stato portato a conoscenza già da parecchio tempo. Il cane, incredibilmente, era stato sentito per la prima volta il lunedì di Pasqua. Ma per tutto questo tempo è rimasto inascoltato. Solo una persona del posto ha cercato di rompere il muro del silenzio. Poi, verso metà della scorsa settimana, la notizia è pervenuta alla sezione di Salerno della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, che si è subito attivata con i suoi volontari fino a poche ore addietro. Il cagnetto, a questo punto, è quasi sicuramente deceduto.

Avrei preferito vederlo morto – aggiunge a GeaPress Antonella Centanni – invece che saperlo ancora in un quel dirupo in chissà quali condizioni. Purtroppo è andata male, ma da noi le cose sono un po’ difficili“.

Come non darle torto. Da quelle parti c’è pure un canile a Cicerale. Noto in tutta Italia, è divenuto suo malgrado un simbolo della cattiva gestione del randagismo. Ora è chiuso, ma il servizio di accalappiamento continua. Antonella Centanni ed i volontari della Lega, per dare corso alla chiusura di Cicerale, prelevarono tutti i cani rimasti. Poi lottarono, fino al ricorso al TAR, per farsi consegnare dall’ASL i documenti relativi all’accalappiamento. Una non gestione del randagismo, quella del prelievo dei cani di strada. Una eliminazione frettolosa quanto costosa. Fatto che, evidentemente, conviene.

Indifferenza che uccide, come nel caso del povero cagnetto di Ottati. Ha chiamato da quella rocca per giorni. Ha sopportato il freddo, l’umidità della notte, la pioggia e il vento. Poi chissà come è finito. Dopo 15 giorni c’è veramente poco da sperare.

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