orso mortoGEAPRESS – Potrebbero ancora non esserci riferimenti diretti, ma le azioni messe in campo dal Corpo Forestale dello Stato, fanno pressupporre che la morte dell’orso, avvenuta ieri nei pressi di Pettorano sul Gizio (vedi articolo GeaPress GEAPRESS – Potrebbero ancora non esserci riferimenti diretti, ma le azioni messe in campo dal Corpo Forestale dello Stato, fanno pressupporre che la morte dell’orso, avvenuta ieri nei pressi di Pettorano sul Gizio (
) sia dovuta alla mano dell’uomo.

Viene  però esclusa la presenza di ferite da arma da fuoco come da altri traumi violenti.

A confermarlo sono gli esiti dell’attività tecnico investigativa coordinata dal Comandante Provinciale di L’Aquila del Corpo forestale dello Stato, Nevio Savini, che si sono altresì avvalse dei  risultati degli esami eseguiti dal veterinario ufficiale del Corpo forestale dello Stato, Luca Brugnola.

A Pettorano sul Gizio (AQ), dove cioè è stato ritrovato il corpo, l’orso è giunto dopo essere stato visto nei pressi di alcuni pollai.

Le ipotesi di avvelenamento, circolate ieri sulla stampa, rimangono tali anche se le unità cinofile antiveleno del Corpo forestale dello Stato hanno iniziato nelle prime ore della mattinata a perlustrare l’area del ritrovamento che si trova fuori della zona di protezione esterna del Parco ma ai margini della Riserva del Monte Genzana.

Il nucleo cinofilo, composto da due cani ed un conduttore, altamente specializzato nella ricerca e nel rinvenimento di eventuali bocconi avvelenati e sostanze tossiche, sta ora setacciando tutto il territorio lungo il sentiero ciclabile che attraversa la zona boschiva in località San Biagio della frazione Valle Larga, nel comune di Pettorano sul Gizio . Per scartare o avvalorare l’ipostesi di un avvelenamento dell’animale l’intera zona, inibita all’accesso fin da ieri, verrà battuta dall’unità cinofila della Forestale denominata Antidoto.

Sembra perciò di capire che l’ipotesi veleno può avere un fondamento, ma prima occorreranno altri risultati.

A tal propisto un’aria molto più vasta sarà monitorata dal personale del Corpo forestale dello Stato, per la ricerca di altri eventuali indizi, quali animali morti o bocconi abbandonati, visto che la zona limitrofa al rinvenimento dell’orso è un luogo di ricerca di tartufi.

Il Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale di L’Aquila, al quale sono state delegate le indagini, ha già rimesso alla Procura della Repubblica di Sulmona una prima comunicazione di notizia di reato, a carico di ignoti, ipotizzando il reato di uccisione di animale selvatico specialmente protetto.

Intanto la carcassa è stata sequestrata e sarà trasferita, nei prossimi giorni, dal Corpo forestale dello Stato all’Istituto Zooprofilattico  Sperimentale di Grosseto, dove verranno eseguiti l’autopsia e i necessari esami tossicologici.

Dalle indagini effettuate, inoltre, si esclude che l’esemplare trovato morto sia l’orsa “Peppina”, in quanto si tratta di un orso marsicano maschio dell’apparente età di tre/quattro anni e del peso di circa 90 chili.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati