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GEAPRESS – Giornata senza particolari novità per l’orsa Daniza che, con il suo radiocollare, difficilmente potrà sfuggire a chi, in queste ore, la sta cercando.

Daniza, protegonista di quello che è stato descritto come un comportamento anomalo  è subito diventata oggetto di una Ordinanza della Provincia di Trento che ne ha disposto la cattura senza escludere l’abbattimento.

Mentre sul web si sono scatenate più petizioni ed invio di mail per evitare la cattura di mamma orsa e dei suoi cuccioli, il WWF ha subito contestato la definizione di orso anomalo (vedi articolo GeaPress), apostrofando il tentativo di cattura come la fine del progetto di convivenza con la popolazione ursina. Sempre a proposito di “anomalie” dell’orsa, non sembrano doversi rilevare comportamenti preoccupazioni dalla lettura degli stessi report della Provincia, almeno per quelli riferibili all’anno 2013 fino al giugno 2014 (vedi articolo GEAPRESS).

Intanto, la “caccia” si è avviata, mentre rimane ancora atteso un annuncio da parte del Ministero dell’Ambiente, contattato dalla Provincia.

La Provincia di Trento aveva in particolare riferito di un ricercatore di funghi che “individuati a vista i cuccioli a circa trenta metri di distanza l’uomo si era immediatamente allontanato e nascosto. Tuttavia, nonostante i cuccioli avessero preso una direzione diversa dalla sua e nonostante si fosse comunque nascosto dietro ad un albero dopo essersi allontanato, è stato raggiunto dall’animale che lo ha attivamente aggredito e ferito”. Tale comportamento, ad avviso del WWF, potrebbe invece avere allarmato l’orsa.

Nella giornata di ieri il Corpo Forestale dello Stato ha diffuso una sua nota relativa proprio ai consigli da seguire nel caso di incontri ravvicinati con un orso e tra questi, una femmina con i suoi cuccioli.

Ecco cosa riporta il Corpo Forestale dello Stato

Incontrare un orso resta un evento straordinario, anche se nell’ultime ore  il contatto tra uomo e animale è stato sulla cronaca degli avvenimenti nel Trenino e nel Frusinate.
Le abitudini alimentari dell’orso sono abbastanza conosciute, al punto che viene definito un onnivoro opportunista, nel senso che mangia tutto ciò che trova, con grande predilezione per la carne, facendolo per la maggior parte del tempo,  soprattutto in orario crepuscolare-notturno, in funzione di ciò che le varie stagioni dell’anno offrono. Capita perciò che in primavera e in estate la ricerca del cibo miri ad erbe ed insetti e via via, durante la stagione,  si sposti verso frutta, ghiande e bacche di cui è ghiotto.
Nel caso in cui dovesse accadere di avere un incontro con un orso, rammentando che si tratta di un animale selvatico, andrà trattato con  attenzione, specialmente a causa della sua forza e rapidità di movimento sia a terra che in acqua, a dispetto della sua mole imponente.

L’orso, animale per sua natura schivo e di indole poco aggressiva, viene studiato e monitorato dal Corpo forestale dello Stato, che tenta di arginare il rischio di estinzione e contribuisce alla sua sopravvivenza grazie al mantenimento dell’habitat naturale nel quale vive, principalmente l’Appennino e le Alpi Orientali.

Di seguito alcuni consigli per non mettere a rischio la propria incolumità in caso di incontri fortuiti.

1. Prima di tutto va chiarito che l’orso potrebbe reagire ad un incontro con l’uomo alzandosi sulle due zampe posteriori. Questo atteggiamento serve solo per “ascoltare” meglio ciò che gli sta attorno, capire da dove arriva un odore o un rumore e regolarsi di conseguenza. È una posizione difensiva che serve a capire cosa accade e, dopo aver individuato la provenienza, allontanarsi in direzione contraria. Nella maggioranza dei casi riconoscendo la presenza come umana tornerà alla posizione quadrupede. L’uomo si porta dietro numerosi odori che per l’animale sono sconosciuti e tutt’altro che piacevoli: saponi, dopobarba, deodoranti, detersivi ed ammorbidenti per gli indumenti;

2. qualora si avvisti un orso o i suoi cuccioli ad una distanza ragguardevole è fondamentale non avvicinarsi ma godere della fortuna dell’avvistamento dal luogo sicuro. Quando c’è l’occasione di vedere cuccioli, certamente è forte l’istinto e la voglia di avvicinarsi, ma è altamente sconsigliato specialmente perché la mamma orsa sarà nei dintorni e non gradirebbe l’avvicinamento ai suoi piccoli. L’orso non è un animale territoriale, anche se ogni animale ha un’area che frequenta con una certa assiduità. Vive da solo, a meno che non si tratti di una femmina con i cuccioli, che restano con essa in genere per 14-15 mesi circa. Quello della femmina con i cuccioli è l’unico caso in cui ci si può attendere un tentativo di aggressione, perché – come tutte le mamme – la femmina difende strenuamente i cuccioli. A questo va aggiunto che tra i sessi non c’è dimorfismo, cioè non è possibile dire se un orso sia maschio o femmina dalla semplice osservazione. Valutazioni più accurate si possono fare solo se ci sono due orsi in accoppiamento, nel qual caso il maschio sarà riconoscibile per le maggiori dimensioni, e se c’è una femmina con i cuccioli;

3. se si incontra un orso lungo un sentiero, conviene alzare le braccia, fare rumore in modo da allontanare l’animale. Se l’incontro dovesse avvenire invece a distanza ravvicinata è bene non scappare ma allontanarsi lentamente non ostruendo la via di fuga anche all’orso e nel caso di attacco, si può tentare di porre tra sé e il mammifero borse, zaini o altri oggetti per proteggersi;

4. se si avvista un orso che si sta alimentando su una carcassa o su altro materiale (arnie, alberi da frutto, ecc.) si può tentare semplicemente di fare dei rumori per allontanarlo se ci si trova nei pressi di un centro abitato. Se tutto ciò avviene in ambiente rurale e montano, è consigliabile permettere all’orso di finire il cibo e poi togliere ciò che resta, in modo da evitare che l’animale torni;

5. tutti quelli che vivono in zone con presenza di orsi dovrebbero avere delle protezioni, come recinti adeguati o porte robuste, per proteggere gli animali domestici.

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