orsa daniza
GEAPRESS – Non molti attivisti, ma determinati. Sono quelli che oggi hanno manifestato a Roma, sotto la sede del Ministero dell’Ambiente, per la libertà dell’orsa Daniza. A Trento, invece, è tutt’ora in corso l’occupazione delle sede della Provincia. Eguale la richiesta: ritirare l’Ordinanza con la quale è stata disposta la cattura di mamma orsa.

A Trento, di fatto, la situazione è in uno stato di stallo.

A nulla è valso l’incontro tentato  dall’Assessore Michele Dallapiccola ed il colloquio telefonico avuto dal Vicepresidente Alessandro Olivi con il referente della protesta. La Provincia conferma ora “la bontà” del suo operato.

Di fatto, alcuni attivisti, continuano ad occupare il terzo piano della sede di piazza Dante a Trento.

Secondo la Provincia di Trento, “in questo momento non ci sono condizioni tali da poter revocare tale ordinanza. La Provincia andrà dunque avanti nella strada intrapresa con la massima serietà, forte anche dei contatti e della condivisione del suo operato da parte del Ministero dell’Ambiente.

LE ULTIME NOVITA’ SU MAMMA ORSA

L’orsa, dal canto suo, continua ad essere monitorata tramite i segnali emessi dal radiocollare. Non è in fuga ed in qualsiasi momento i tecnici della Provincia, sanno dove  si trova. Più o meno nella stessa area della Val Rendena.

Le femmine, infatti, sono più legate ai territorio rispetto ai maschi i quali, non a caso, sono quelli finora “sconfinati” in aree esterne alla provincia di Trento. La cattura non è nei tempi prevedibile. Un fatto che potrebbe dipendere  dalla particolare trappola fino ad ora utilizzata, diversa nei metodi da quanto messo in campo negli anni scorsi per radiocollarare in più occasioni l’orsa.

Si tratta di una trappola che pone maggiori garanzie sia per l’Orsa che per gli operatori. I tecnici della provincia hanno fino ad ora escluso il ricorso a dardi o altri metodi di cattura (VEDI ARTICOLO GEAPRESS).

AGGIORNAMENTO: nella prima serata,  le Forze dell’Ordine hanno allontanato gli attivisti (in tutto otto persone, secondo la Provincia di Trento) che erano riusciti ad entrate nel palazzo della Provincia. I manifestanti sono stati “trasportati a braccia” all’esterno del palazzo.

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