daniza IIIGEAPRESS – Una ricostruzione dei fatti che, secondo quanto dichiarato a GeaPress dal referente della Provincia di Trento, prevederà comunque un sopralluogo congiunto al malcapitato raccoglitore di funghi (vedi articolo GEAPRESS GEAPRESS – Una ricostruzione dei fatti che, secondo quanto dichiarato a GeaPress dal referente della Provincia di Trento, prevederà comunque un sopralluogo congiunto al malcapitato raccoglitore di funghi (
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Malcapitato, perché probabilmente si è ritrovato, a causa del maltempo, a meno di dieci metri dall’Orsa che stava riposando con i suoi cuccioli. Proprio quest’ultimo aspetto sembra potersi riassumere dal parere dell’ISPRA favorevole alla captivazione dell’Orsa Daniza. Un parere richiesto dal Ministero dell’Ambiente in tempi brevissimi, già in piena settimana di ferragosto.

Alla luce dell’Ordinanza emanata dalla Provincia di Trento il 16 agosto scorso (la data del denunciato attacco è del giorno prima), il Ministero dell’Ambiente, Direzione Protezione della Natura, ha infatti coinvolto l’ISPRA. Si tratta dell’organo tecnico  incaricato, tra i vari compiti affidati dallo Stato,  di fornire i pareri in tema di gestione della fauna.

L’Istituto, anche alla luce delle “dettagliate informazioni fornite dai servizi tecnici della Provincia“, ha poi rilasciato in poco tempo il parere positivo alla captivazione di Daniza.

Quanto occorso nei boschi di Pinzolo nel giorno di ferragosto, viene descritto in maniera puntiforme dall’ISPRA. Le femmine di orso, se accompagnate da cuccioli dell’anno, tendono ad avere comportamenti aggressivi verso potenziali fonti di rischio. Quel giorno un altro fattore ha probabilmente ridotto la “distanza di rilevamento” da parte di Daniza. Le avverse condizioni meteorologiche potrebbero cioè avere determinato un incontro con Daniza ed i suoi cuccioli, ad una distanza inferiore ai dieci metri. Gli animali erano in fase di riposo.

Le manifestazioni di aggressività di Daniza, posti in essere a pochi metri di distanza del raccoglitore di funghi “hanno determinato una reazione di fuga, che ha probabilmente rinforzato la reazione di aggressione dell’orso“.

Un animale, spiega l’ISPRA nella nota resa pubblica dal Ministero dell’Ambiente, che si era reso responsabile già nel passato di episodi di “falso attacco” che sono avvenuti nel maggio 2012 nei boschi sopra Carisolo ed in località Pr. Antich-Giustino. Anche in questi  casi l’orsa era accompagnata da due cuccioli ma, sottolinea l’ISPRA, nel primo caso si è trattato di un “falso attacco” nei confronti di tre persone “fino ad arrivare a ridosso degli stessi“. La distanza, riferisce sempre l’ISPRA, era tale da aver portato una delle persone a colpire di striscio l’animale con un bastone.

Daniza viene comunque descritta come un animale che in diverse occasioni ha mostrato una “significativa confidenza verso l’uomo” rendendosi responsabile di quella che viene definita una “proporzione rilevante dei complessivi danni provocati dagli orsi alle attività dell’uomo“. A titolo di esempio viene riportato quel 29% degli episodi di danneggiamento o predazioni registrati nel 2012. La presenza dell’orsa era così divenuta oggetto  di “dissuasione“.

L’episodio dell’attacco dello scorso 15 agosto non va però ascritto, sempre ad avviso dell’ISPRA, ad un comportamento “anomalo”. La difesa dei piccoli nei primi mesi di vita viene infatti considerata tra i comportamenti parentali naturali della specie. Sul caso specifico, poi, bisogna considerare anche un concorso di circostanze, sebbene non eccezionali. Il riferimento dell’ISPRA è probabilmente quello delle avverse condizioni meteorologiche ed il fatto che l’Orsa ed i due cuccioli erano in fase di riposo.

Si tratta comunque, del primo ferimento registrato da quanto è in atto il progetto del recupero della popolazione di orsi che però è probabilmente da mettersi in relazione con le caratteristiche di Daniza, ovvero il suo essere confidente, i danni da predazione ed una “significativa problematicità”.

Alla luce di quanto riferito dall’ISPRA, sembra di capire che l’Orsa Daniza, non ha avuto nello specifico alcun comportamento anomalo. In altri termini, ciascuna mamma si sarebbe comportata in quella maniera e forse ancor di più se, per le incidenti condizioni meteorologiche, l’uomo  è apparso a meno di dieci metri  mentre stava riposando. Poi quella fuga che potrebbe avere scatenato la reazione dell’orsa.

Perché allora l’Orsa va catturata?

L’ISPRA ricorda il cosiddetto PACOBACE (Piano d’Azione interregionale per la Conservazione dell’Orso bruno nelle Alpi centro-orientali). Negli eventi così descritti la captivazione è una delle tre azioni previste. Le altre riguardano l’intensificazione del monitoraggio (nel caso di orso radiocollarato) e la cattura con rilascio allo scopo di spostamento e/o radiomarcaggio. Con danni anche leggeri alle persone, possono però essere adottate misure più energiche.

Dunque, secondo l’ISPRA, è tutto previsto ed ancor di più se si considera come la consistenza della popolazione di orsi nelle Alpi Centrali fa ritenere non indispensabile la cattura con rilascio in altri luoghi.

Che fine farà l’Orsa Daniza ed i suoi cuccioli?

L’Orsa rimarrà a vita in cattività visto che i suoi consimili “sottoposti a captivazione prolungata molto difficilmente possono essere reintrodotti nell’ambiente naturale, a causa delle modificazioni comportamentali che la fase di cattività determina in questa specie“. Sul futuro dei cuccioli, invece, si evidenzia come la perdita della madre nel periodo estivo, presenta “in genere buone probabilità di sopravvivenza nel medio e lungo periodo“.

I due cuccioli, però, andrebbero radiocollarati.

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