GEAPRESS – Le fiamme sono partire dalla casetta che conservava il cibo speciale per gli animali sottoposti alle cure veterinarie. Così è andato a fuoco parte del rifugio della LIDA di Olbia che accoglie tanti trovatelli. Nella struttura, però, l’impianto elettrico era a norma ed il salvavita funzionava correttamente. Nessun segnale di corto circuito, insomma. Sul caso sta ora indagando la Polizia di Stato che oggi ha sentito Cosetta Prontu, Reponsabile della LIDA di Olbia. L’incendio è partito nella parte della casetta a ridosso della strada. Si dovrà accertare se le fiamme sono divampate all’interno della struttura o direttamente dalla strada. Nessuna ipotesi viene comunque ancora avanzata.

Di sicuro il reparto con il mangime speciale, affettuosamente chimato la “casetta dei gioielli”, era chiuso. E’ un lato della struttura particolarmente sorvegliato e la chiave è tenuta solo da pochissime persone. Il fuoco ha distrutto tutta la struttura adibita a deposito del particolare mangime. L’ultimo camion con il cibo era arrivato appena venerdì scorso. Le fiamme si sono, poi, propagate ad un vicino recinto e da qui al tetto dell’ufficio. L’intervento dei Vigili del Fuoco ha consentito di circoscrivere ed estinguere l’incendio. I danni, secondo una prima stima, ammonterebbero a non meno di 20.000 euro.

Quando alle 23.50 di domenica scorsa ho ricevuto la chiamata della Polizia che mi avvisava dell’incendio – ha dichiarato a GeaPress Cosetta Prontu – mi è salito il cuore in gola. Sono saltata in macchina ed ho cominciato a correre verso il rifugio. Passata la curva che consente di vederlo sebbene ancora distante, mi sono sentita morire. Le fiamme e quel fumo. Mano mano che mi avvicinavo mi rendevo conto di dove le fiamme si stavano propagando ed il primo pensiero è andato ad una ventina di cani che tenevamo nei pressi di quel settore. Ero sicura che fossero morti, mi sentivo scoppiare la testa. Poi ho visto i volontari, i nostri operatori. C’è chi ha scavalcato il cancello di metallo. Era rovente. Poi, i cani. Non so più neanche io, cosa ho realmente provato. Il caldo era infernale. Tutti avvolti dalla fuliggine, ma erano felici di vedermi, sono sbucati da non so dove. Uno era risucito a raggiungere perfino i bagni. Mi sono venuti incontro come se fosse stata la prima volta. Pensi – ha aggiunto Cosetta nel suo drammatico racconto – che la piccolina si chiama Gea“.

Intanto, il rifugio deve andare avanti.

C’è successo di tutto – ha aggiunto Cosetta – ma come in un triste episodio strettamente personale, la notte tra domenica e lunedì è stato il giorno più brutto della mia vita. Ringrazio tutti, dobbiamo ricominciare, quei cani hanno ricevuto in queste ore tanto amore. L’impegno di chi ci ha dato una mano ne è una dimostrazione“.

Nelle prossime ore si vedrà se l’incendio può avere una qualche spiegazione. Intanto, siamo sicuri che da ogni parte d’Italia arriverà il giusto aiuto. Quei cani, terrorizzati dal fuoco, dal caldo e dal fumo, hanno salutato l’arrivo di Cosetta come se non fosse successo niente. L’amore sa essere veramente superiore a tutto.

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