GEAPRESS – Nei giorni scorsi abbiamo diffuso la notizia dll’intervento dell’ Ospedale Veterinario San Michele  di Tavazzano con Villavesco (LO). Un nutria ricoverata, curata e liberata.

Il piccolo animale era stato investito. Uno dei tanti, lasciati morire ai bordi della strada. Non appartiene neanche a specie protetta e pertanto, all’investitore (ammesso che lo si individui), non si può neanche contestare la piccola sanzione amministrativa prevista dal Codice della Strada. Ed invece alla nutria ha pensato l’Ospedale Veterinario. Vescica rotta e zampe anteriori spezzate (vedi articolo GeaPress). Un intervento chirurgico dell’equipe veterinaria diretta dal dott. Offer Zeira. Tanta pazienza ed amore. La lenta riabilitazione. Addirittura, almeno nei giorni del post-operatorio, tre persone per darle da mangiare. Poi il mantenimento della promessa fatta quando Nu, così fu chiamato il maschetto di nutria, venne trovato. Deve tornare in natura.

Qualcuno, decenni addietro, ne importò alcune per farne pellicce. Poi il “castorino” non ebbe mercato e alcune nutrie, quelle non ammazzate, tornarono in natura. Non era la loro natura, ma si adattarono.

Su di lei si scatenarono mille discussioni. C’è chi sostiene che non danneggia la vegetazione né tanto meno gli argini costruiti dall’uomo per guadagnare altro terreno da sfruttare, dove prima c’era la natura. Soprattutto in ambienti venatori, chissà perchè, le pressioni sono forti ed oggi c’è chi le nutrie le uccide, autorizzato, anche dentro le oasi.

Povera nutria, prelevata per essere spellata e quando liberata, per essere impallinata.

Nu, ha avuto una storia diversa. Alcuni nostri lettori si sono chiesti se è stato giusto farla tornare in natura esponendola così al rischio di un nostro locale Terminator armato. Per noi il dott. Zeira ha fatto bene. La “casa” di Nu non può essere le nostre mura. Per quanto accoglienti queste possano essere, Nu è un animale selvatico e così è giusto che deve tornare ad essere. Certo, rischia. Ma rischiano pure, e molti di più, i milioni di cardellini catturati ogni anno per il mondo da allevatori che non rispettano la legge. Cosa si dovrebbe fare dopo i sequestri? Stesso discorso per gli uccelli rapaci. Sono ancora perseguitati, ma è forse giusto che la LIPU, il WWF, come altri centri di recupero, li liberino una volta riabilitati? Senza offesa per rapaci e cardellini, ma per la nutria è un pizzico più bello. E’ un animale … sfigato, al quale non è riconosciuta alcuna protezione, neanche quando viene investita.

E poi, il momento della liberazione è un momento … bello, di per sè, già nella semplicità (immensa) della parola libertà. Vogliamo provare a proporvela, nel filmato del dott. Zeira. Proprio mentre riporta il piccolo Nu, nella sua, libera…casa.   (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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