Polonia carne di cane
GEAPRESS – Il Governo del Nord Corea avrebbe promosso per bocca del suo stesso eterno leader Kim Jong Un, l’alimentazione a base di carne di cane.

Così avrebbe riferito una (sola) fonte internazionale che farebbe riferimento a quanto riportato dalla radio del Nord Corea. Kim Jong Un avrebbe definito la carne di cane salutare consigliando, addirittura, come uccidere i poveri animali (a bastonate!).

In realtà un po’ tutto quello che proviene dal Nord Corea rimane sostanzialmente indecifrabile. Valga l’esempio dello scintillante annuncio della signora Ri Chun-hee che nel gennaio scorso, vestita con un tradizionale hanbok, informò il mondo che il suo paese aveva testato la bomba H. Molte discussioni sono poi sorte sulla reale attendibilità di quella notizia. Del resto, lo stesso annuncio della più famosa presentatrice Nord Coreana (già pensionata ma rientrata per il memorabile intervento) appariva surreale, almeno tanto quanto quello del riuscito sketch comico che fece poi il nostro Maurizio Ferrini.

Ad ogni modo le condizioni economiche del Nord Corea sono note a tutti e pertanto il leader eterno di quel paese, subentrato al comando un giorno dopo la morte del padre, potrebbe essere stato indotto … dalla fame del suo popolo.

Detto questo viene da chiedersi perchè ci indignamo così tanto quanto sappiamo di un luogo ove si mangia carne di cane. Certo, è auspicabile che tale abitudine venga al più presto bandita e (tanto per non andare molto lontano) l’eroico intervento degli animalisti cinesi che affrontano i camionisti che trasportano cani da macello, (oltre che le frequenti ostitilità delle autorità) ci induce a pensare che il processo è avviato. Non importato, però. I cinesi vanno fieri della loro azione così come del loro nazionalismo accettato quasi come il dogma di una religione.

I maltrattamenti sui cani suscitano molta indignazione ma perchè la stessa cosa non succede per le molte migliaia di uccellini catturati ogni anno con le reti ed uccisi schiacciando la testa con il morso o il torace chiuso tra pollice e indice. Come credete che arriveranno i piccoli canori selvatici (quelli illegalmente catturati) nella tradizionale e italianissima polenta e osei? Non si presta neanche attenzione agli occhi di un maiale, animale che, a sentire chi ne detiene di grandi e grossi salvati dai macelli, è forse ancora più empatico dei cani. A proposito di maiali, tolleriamo inoltre, dietro casa o quasi, le macellazioni casalinghe, vere e proprie scene dell’orrore consumate tra le urla del povero animale, spruzzi di sangue e coltellacci. Ed ancora i macelli con la scossa elettrica che stordisce (come se si trattasse di un succo di frutta rinfrescante), propedeutica all’uccisione vera e propria.

In Nord Corea mangiano carne di cane. Noi no, ma mangiamo molto altro ancora.

Ad ogni modo ogni paese ha le sue tradizioni ed accettato che un cane suscita più emozioni di un Pettirosso, critichiamo pure il paese asiatico. Non sappiamo se in quei posti vi sia una qualche norma di difesa degli animali, ma anche se così non fosse che dire del nostro? L’Italia si sta riducendo quasi senza norma (almeno sotto la reale possibilità di applicare una pena degna di questo nome) a tutela degli animali. Non vi dovrebbe essere traccia, tra le proposte di modifica del processo penale ora in Senato, di inasprimento delle pene già molto deboli (sono state invece previste per furto e rapina) stabilite dalla legge 189/04 per i reati di uccisione, maltrattamento (applicabili solo per le condotte dolose) e combattimenti tra animali. La stessa legge ha salvato per sempre (o almeno finchè vivrà) i palii “storici” con i cavalli ed altri animali. Per non parlare del piccolo 727 del Codice Penale che ha purtroppo incluso importanti fattispecie che prima erano del maltrattamento ed ora finito addirittura nelle competenze del Giudice di Pace. Vi sono poi i reati venatori e l’impunibilità sancita per quelli contravvenzionali (come lo sono tutti i venatori). Si potrebbe concludere con lo smantellamento delle Polizia Provinciale e di quanto successo al Corpo Forestale dello Stato. Qualcuno si sta chiedendo che fine farà il NIRDA della Forestale, voluto dalla 189 per combattere i reati in danno degli animali (o quello che di loro ne resta?).

Poi arriva il dittatore Nord Coreano che dice che bisogna mangiare carne di cane e ci indignamo. Giusto, ma guardiamo anche a cosa sta succedendo in casa nostra. La carne di cane non è poi tanto diversa da quella di un pettirosso o di un cavallo come del fortemente empatico maiale. No comment, poi, su quanto avviane nel mare. Crediamo proprio di non scandalizzare nessuno affermando che il problema “marino”, in termini di sensibilità, è quasi del tutto ignorato. Indignamoci pure per il pesce servito vivo in alcune pietanze orientali, ma ricordiami che noi aragoste e astici li caliamo vivissimi nell’acqua bollente (così la carne è morbida e profumata come la stessa giustificazione che si da della bastonatura del cane prima di macellarlo). Cuciniamo vive anche le lumachine per non parlare dei poveri pennuti visti sgozzati nelle catene dei macelli, ma ancora perfettamente in vita. Ed a tal proposito sarebbe forse il caso di ricordare che la pistola captiva con la quale ci sentiamo superiori nelle tecniche di macellazione, non uccide l’animale, ma lo rende funzionale, con lo stordimento, al successivo dissanguamento, spesso portato a termine issandolo in posizioni mostruose. Il sangue di un animale morto, non pulsa via…

Dunque, inorridiamo pure per i leader eterno della Nord Corea, di motivi ve ne sarebbero a bizzeffe, ma cerchiamo di non distrarci troppo perchè in Italia la tutela degli animali (spesso nascosta da annunci euforici di leggi potenti e pene esemplari) sta retrocedendo a grandi passi salvo che per un unico ultra solitario provvedimento: l’intervento del Governo per porre fine alle pratiche di uccellagione legalizzata di alcune regioni del nord (Italia). Abbiamo preso coscenza dello sguardo di un Pettirosso? No, era arrivata la minaccia d’infrazione dell’Europa.

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