cucciolo gabbia
GEAPRESS – Intercettato al confine la settimana scorsa e seguito per tutta la A1. Si trattava, secondo una nota diffusa dall’EITAL (Ente Italiano Tutela Animali) di un furgone ungherese fermato dalla Polizia Stradale di Napoli su segnalazione della stessa associazione.

Controllati i cuccioli grazie all’intervento di un medico veterinario libero professionista interpellato sul posto, i cuccioli sarebbero stati certificati come troppo piccoli per essere introdotti in territorio italiano. Un fatto, sottolinea l’EITAL, non nuovo alle cronache che riguardano l’importazione di cuccioli dall’est. Un cagnolino proveniente dall’estero deve  avere un’età di almeno quattro mesi. In genere, riferisce sempre l’EITAL, si riscontra un’età di circa due mesi 2 mesi.

Secondo indiscrezioni pervenute all’EITAL i cuccioli potrebbero poi essere stati sottoposti ad altra visita veterinaria, forse in ambito ASL.

Tutto era comunque pronto per la denuncia che la mattina seguente viene depositata dall’EITAL. Nell’atto, venivano descritti i fatti  occorsi il giorno precedente,  chiedendo altresì accertamenti urgenti ed il sequestro degli animali. Una richiesta che sarebbe stata accolta dalla Procura della Repubblica che avrebbe altresì disposto  accertamenti tecnici urgenti sugli animali. Dunque il sequestro di 52 cuccioli su 61. Non è certa la fine della restante parte dei piccoli animali.

Per i restanti si era così reso disponiible l’affido ad una struttura messa a disposizione dell’EITAL. Anzi, un veicolo autorizzato era già sul posto quando una telefonata avrebbe bloccato il prelievo dei cani. La motivazione, così come riportata dall’Eital, sarebbe stata quella di ulteriori accertamenti di natura ematica.

Ad oggi, però, all’EITAL non sarebbe ancora arrivata  notizia ufficiale sulla sorte dei cuccioli. Questo nonostante le istanze avanzate dall’Avvocato Tania Cipolla e l’interessamento dell’Avvocato Paola Soragni che si stanno generosamente  interessando con l’EITAL della vicenda e della sorte dei cuccioli.

L’EITAL continuerà ad approfondire e capire qual è lo stato della situazione, confidando nel prezioso lavoro e sensibilità al tema da parte  degli inquirenti e della Procura della Repubblica di Napoli.

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