risli III
GEAPRESS – E’ morto stamani con “aiuto medico” il pony Risli, trovato domenica scorsa nelle campagne di Sant’Antimo (NA) dalla volontaria Marika Granata (vedi articolo GeaPress). Una situazione clinica molto complessa e che andava ben oltre la zampa rotta che si era subito notata. Svanita anche l’ultima speranza che era circolata ieri pomeriggio, ovvero di un intervento specialistico forse da fuori regione.

Non c’è stato niente da fare, ma sulla vicenda non mancano ora le polemiche. Tra i vari spunti, anche le procedure che si instaurano una volta che un animale viene sequestrato. Un problema ampio che riguarda in generale la reperibilità di luoghi idonei ad accogliere animali che possono richiede, come nel caso di Risli, interventi urgenti e specialistici non sempre compatibili con le autorizzazioni richieste in questi casi.

Metodi opportuni e tempestività, vengono ora sollecitati dal Garante Diritti Animali di Napoli che propone all’ASL territoriale un confronto al fine di stabilire un protocollo utile per affrontare situazioni emergenziali.

Nessun dubbio, invece, sulla professionalità del Veterinario al quale era stato affidato il povero animale.

Una vicenda che di certo non mancherà di sollevare ulteriori interrogativi ma che parte comunque dall’agghiacciante abbandono di un cavallino lasciato solo a morire con una zampa rotta e privato di un occhio. Un cavallino senza microchip e per il quale, consideratà l’età prossima agli otto anni, risulta difficile pensare che mai era stato notato.  Uno dei tanti cavalli dispersi nelle campagne, e non solo, di alcune regioni d’Italia. Si ricorda appena che l’anagrafe equina, non è fine a se stessa, ma riguarda anche il monitoraggio sanitario degli animali.

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