colla rondone
GEAPRESS – Il loro arrivo in città è quasi sempre coincidente con la primavera. Il loro verso, molto simile a stridenti grida, è quasi un simbolo della bella stagione, molto spesso ripreso nelle produzioni cinematografiche e pubblicitarie. Si tratta del Rondone, uccello di colore nero e dalle ali tipicamente a falce, spesso scambiato per una Rondine.

Proprio di una  “Rondine” in difficoltà, è stata la prima segnalazione pervenuta all’ENPA di Monza lo scorso 12 aprile. Il povero animale era caduto tra le bancarelle di Piazza Carrobiolo. Quello che in realtà era un Rondone, veniva recuperato da Anna Chiara, volontaria della Protezione Animale. L’intero corpo, purtroppo, appariva come immerso in una colla trasparente.   Un fenomeno insolito e comunque molto difficile da immaginare per il Rondone. Questo animale, infatti, non si posa mai a terra salvo per  il nido grossolanamente costruito all’interno di cavità. In volo, infatti, si nutre  di insetti, si accoppia e addirittura dorme.

A Monza  nidifica tra l’altro vei tetti del palazzo del Comune e nel vicino Arengario.

Dunque, il Rondone recuperato, non poteva che essere rimasto invischiato in un punto dove qualcuno deve aver deliberatamente posizionato della colla, forse per catturare piccioni o topi. In alternativa a tale ipotesi  potrebbe esserci una dimenticanza di materiale adesivo di tipo edilizio. I ritrovamenti, però, continuavano.

Giorni dopo, infatti, veniva rinvenuto in piazza Carrobiolo, un secondo esemplare che veeniva consegnato ad Anna, una volontaria ENPA che lavora lì vicino. Nessun aiuto, sottolinea l’ENPA per avere maggiori informazioni, arrivava dai frati del convento Carrobiolo né dai negozianti della zona. Eppure gli episodi continuavano ad aumentare.  Il terzo rondone veniva recuperato il 19 aprile, un altro il 19 maggio, entrambi in via Frisi; l’ultimo la mattina del 29 maggio in piazza Carrobiolo. Sarà un caso, ma nel pomeriggio della stessa giornata è stato recuperato pure un piccione in via San Gottardo nelle stesse condizioni.

Fortunatamente, usando cenere, sapone sgrassante e … olio di gomito, nel giro di una settimana i rondoni sono stati ripuliti perfettamente e sono tornati a volare. Ma lo stress cui sono stati sottoposti è tanto, senza contare che probabilmente torneranno a posarsi nello stesso posto dove sono rimasti incollati. Bisogna poi pensare anche a quanti non cadono a terra e non possono contare sull’aiuto di nessuno, rimanendo magari incollati sui tetti e destinati a morire di fame e di sete, ai nidiacei che presto nasceranno e dovranno convivere con questo pericolo e a tutti gli animali che rimarranno vittime di questa trappola, voluta oppure no, ma comunque dagli effetti disastrosi.

L’appello dell’ENPA

L’area sembrerebbe circoscritta alle zone di via Frisi / Piazza Carrobiolo / via Carlo Alberto nel centro storico di Monza; purtroppo non abbiamo ulteriori indizi e siamo impotenti di fronte a questo dramma. Proprio per questo, senza però creare un clima da caccia alle streghe, lanciamo un appello chiedendo la collaborazione di tutti i cittadini monzesi: chi si è accorto che è stata lasciata in giro della colla di tipo edilizio o, peggio, sa che qualcuno la sta mettendo deliberatamente, può scrivere a selvatici@enpamonza.it

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