cane rogna
GEAPRESS – Una situazione che secondo l’EITAL (Ente Italiano Tutela Animali e Legalità) e ANPANA sarebbe andata avanti da numerosi anni. Così avrebbero riferito i cittadini contattati dalle associazioni.

Ad essere stati ritrovati sono decine di cani di diverse razze, detenuti all’interno di un cortile, stanze e altri locali in quelle che le associazioni definiscono “condizioni igienico sanitarie non riferibili, ammalati e in pericolo di vita”.

Ad essere stata visionata è una abitazione dove, già all’esterno, la situazione si sarebbe presentata terribile: decine di cani malati in mezzo a rifiuti di ogni natura. L’intervento dei Carabinieri ha poi messo alla luce la realtà nella quale erano detenuti decine di cani. L’EITAL riferisce a questo proposito di stanze buie e colme di rifiuti che davano origine ad un odore nauseabondo che si sentiva dalla strada.

Sul caso non sarebbero mancate difficoltà operative provocate dalla persona presente sul posto. Per prelevare gli animali è stato richiesto l’intervento del 118, così che le operazioni hanno avuto modo di proseguire fino a tarda sera con l’ausilio dei fari di un’autobotte dei vigili del fuoco. I cani tirati fuori sono al momento circa 130.

Sulla vicenda non manca, però, una nota polemica. Ci sarebbero volute diverse ore per convincere le Autorità preposte a disporre l’evacuazione e per questo si ringrazia il Sindaco di Montesarchio (BN) anche se la situazione, come già riportato, si sarebbe protatta già da diverso tempo.

L’EITAL e l’ANPANA proporranno alle Autorità il posizionamento di telecamere fuori dal sito oggetto del controllo onde impedire che chiunque possa abbandonare e gettare i cani nella proprietà ispezionata, considerando che numerosi sono i cittadini che lo hanno dichiarato.
Tutti i cani sono stati condotti presso alcuni canili autorizzati per l’isolamento sanitario e le cure del caso, in attesa di essere quanto prima adottati.

Le Associazioni intervenute depositeranno presso la Procura della Repubblica una denuncia querela per chiedere che vengano svolti accertamenti finalizzati ad individuare le responsabilità non solo delle condizioni critiche degli animali ma anche di chi in tutti questi anni non ha fatto nulla per impedire che si arrivasse a questo punto. L’EITAL denuncia altresì l’inapplicabilità della normativa quadro e locale competente per la gestione del randagismo e dei canili, ovvero del vero reato di abbandono: quello delle pubbliche amministrazioni nei confronti degli animali d’affezione.

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