cucciolo lupo
GEAPRESS – Un cucciolo di lupo in pessime condizione di salute, è stato trovato nella giornata di ieri nel centro abitato di Montefegatesi, in Provincia di Lucca.

Ad intervenire il Corpo Forestale dello Stato, Comando Stazione di Bagni di Lucca, allertato da una cittadina che aveva notato due lupi che si aggiravano in paese. Da alcuni giorni, infatti, si udivano di notte gli ululati. I Forestali hanno così potuto rintracciare il cucciolo di lupo.

Sempre gli stessi Forestali hanno provveduto ad avvisare gli esperti dell’associazione Vega Soccorso i quali, una volta intervenuti, hanno preso in consegna il piccolo lupo provvedendo a trasportarlo presso un Centro specializzato di Viareggio.

Il lupacchiotto ferito, resta putroppo in gravi condizioni. Visitato dal veterinario del Centro e da quello della Forestale, dopo i primi accertamenti è apparso fortemente disidratato, molto magro, e affetto da rogna. Nonostante abbia ripreso a mangiare e a bere, si è reso necessario mantenerlo in osservazione presso una struttura altamente qualificata come la clinica veterinaria dell’Università di Pisa, dove i Forestali lo hanno trasferito nella serata di ieri e dove sarà trattenuto fino a quando il suo stato di salute sarà ritornato soddisfacente. Solo a quel punto dovrà essere ospitato presso una struttura specializzata del Corpo forestale dello Stato per completare il recupero e venire successivamente reimmesso sul territorio.

L’are di Montefegatesi, ovvero quella del ritrovamento, rappresenta un avamposto dell’uomo sulle montagne dell’Alta Garfagnana. Poche case abbarbicate in cima all’Appennino circondate da boschi e da valli bellissime, pressoché totalmente spopolate dove resiste ancora una residua attività di pastorizia.

Purtroppo, spiega sempre la Foretsale, in Italia i lupi vengono talvolta uccisi, talaltra vengono tratti in salvo.

In questo caso, ben lontano dallo stereotipo di bestia feroce veicolato da certe fiabe e da una credulità popolare che in certe zone ancora resiste saldamente, i Forestali si sono trovati davanti ad un animale malato, ferito, impaurito e ridotto a pelle e ossa. La tutela dei grandi predatori della nostra fauna autoctona, e la loro convivenza in armonia con l’uomo e con le sue attività, costituisce uno dei capisaldi delle attività di conservazione della biodiversità animale e vegetale che il Corpo forestale dello Stato svolge ogni giorno al servizio della natura e dei cittadini.

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