maremmano soverato
GEAPRESS – Vi è una storia ancora più crudele dietro il ritrovamento del cane maremmano avvenuto alcuni giorni addietro a Montauro, in provincia di Catanzaro (vedi articolo GeaPress).

Il povero cane, investito e lasciato per lunghe ore senza soccorsi, ha alle spalle una storia fatta di angherie e torture.

A comunicarlo è la sede di Soverato (CZ) della Lega Nazionale per la Difesa del Cane che si sta prendendo cura di “Nonno Pante”, come è stato chiamato il cane. Anni di maltrattamenti, pallini rimasti in corpo dopo gli spari, ossa fratturate, danni alle vertebre, ferite nuove e passate. I proiettili, poi, sarebbero di calibro diverso. Ciò significa che Nonno Pante è stato centrato più volte e da fucili diversi.

Le sue condizioni – riferisce a GeaPress Serena Voci, responsabile della Lega Difesa del Cane – sono purtroppo gravi“.

Il cane è stato ricoverato in stato di shock, disidratato, fortemente sottopeso e con il treno posteriore paralizzato. La zona vertebrale presenta inoltre lesioni vecchie. Forse potrebbero avere a che fare con la paralisi, ma l’investimento ha rappresentato il colpo finale.

Nonno Pante è un cane anziano e anemico, che alterna momenti di miglioramento e cedimenti. Il carattere, però, è forte anche se non è facile da gestire. Una situazione molto difficile per i volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Soverato che chiedono aiuto per affrontare le ingenti spese alle quali stanno andando incontro. Sottoposto ad opportuna terapia, il grosso maremmano ha comunque iniziato a mangiare.

Siamo fiduciosi – riportano i volontari della Lega Difesa del Cane – che Nonno Pante reagisca e che dimostri ancora una volta tutta la sua forza. Ma al momento i veterinari non si sentono di esprimere giudizi affrettati“.

Perché tanta crudeltà?

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