cane monreale
GEAPRESS – Alessio Di Dino, volontario animalista a cavallo tra i confini comunali di Palermo e Monreale. Una vita spesa per i cani ed un lavoro di responsabilità. E’ toccato a lui, domenica scorsa, soccorrere il cane con l’intestino penosamente trascinato sull’asfalto (vedi articolo GeaPress ). John, così Alessio ha voluto chiamare il cane, sta ora meglio. L’intervento chirurgico si è completato con il taglio di tre metri e mezzo di intestino. “Il tessuto – riferisce Alessio a GeaPress – si era ormai rovinato“.

Alessio, però, non riesce a scordare quanto accaduto domenica pomeriggio nelle campagne di Monreale (PA). Il cagnolino, infatti, cercava di scappare. Tutte a vuoto le chiamate ai numeri di soccorso. “In quei momenti credo di avere avuto l’adrenalina alle stelle – racconta il volontario – Forse per questo non mi rendevo conto. Ho seguito John cercando di non spaventarlo. Pian piano l’ho raggiunto e al momento opportuno ho gettato una coperta che tengo sempre in macchina per le emergenze. Certo non potevo immaginare di trovarmi innanzi una cosa del genere”.

John, una volta coperto, si è tranquillizzato esponendo, verosimilmente in segno di sottomissione, il suo pancino squarciato. Alessio era lì, con la coperta e due mani per prestare soccorso.

Pensando a mente fredda mi chiedo come sono riuscito ad affrontare la situazione – spiga Alessio -. Con una mano ho avvolto  il cane nella coperta, con l’altra ho raccolto l’intestino pieno di sporcizia e vari rametti rimasti impigliati. Non riesco a pensare a quei momenti, non so neanche bene quanto tempo sia passato. In macchina abbiano poi raggiunto la clinica veterinaria”.

Ieri l’intervento chirurgico e l’alimentazione forzata. Stamani, invece, John ha assunto autonomamente una piccola porzione di alimento. E’ già un successo.

Alessio, intanto, deve tornare al suo lavoro. Riprenderà poi l’attività di volontario iniziata ormai alcuni anni addietro. Prima da solo, poi l’incontro con alcuni volontari della LIDA e più di recente con l’OIPA dove si è iscritto. Persone, come  lui, che si prendono cura dei randagi. Pochi o molti che siano, sono comunque soli. E’ questo quanto più volte denunciato da  Alessio come da altri volontari. “Mentre cercavo di raggiunge John – spiega il volontario – ho fatto numerose chiamate con il cellulare, ma tutte non hanno avuto risposta“.

Da informazioni assunte in loco, sembra che qualcuno aveva già osservato John il giorno prima. Era solo ferito, forse a seguito di un litigio tra cani. Poi il prolasso ed un probabile ostacolo che ha agevolato la fuoriuscita delle viscere.

Tutte le attenzioni sono ora puntate su di lui. Dalla clinica osservano un dovuto riserbo. Non vi sono prognosi, ma il fatto che stamani John abbia provato da solo a mangiare è senz’altro un buon segno. La funzionalità  intestinale sembra essersi ripresa. Al collo, ovviamente, sempre lo speciale collare che gli impedisce di raggiungere la ferita.

Anche per lui deve arrivare il tempo dell’adozione. E’ vivo solo grazie alla presenza di un volontario che non si è tirato indietro innanzi all’inverosimile.

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