cuccioli murati
GEAPRESS – Dallo scorso anno a Mola, in provincia di Bari, sono iniziate le sterilizzazioni dei cani randagi. Un passo avanti ma ancora insufficiente per la gravità del fenomeno, aggravato dal sovraffollamento del canile municipale. Questo ad avviso dei volontari animalisti che lamentano, tra l’altro, la mancanza di supporto dalle istituzioni. Lo sa bene Alessandro Palumbo, volontario dell’OIPA, che lo scorso fine settimana ha dovuto far fronte all’incredibile vicenda di cinque cuccioli “murati”.

Erano tutti prigionieri nella stretta intercapedine di un capannone abbandonato.  Erano rimasti bloccati dall’incuria e dal disinteresse. Un metro di lunghezza e venti, massimo trenta, centimetri di larghezza. Questo la spazio dove hanno vissuto i cinque cagnolini una volta caduti attraverso la fessura di quella struttura abbandonata. Una struttura, denunciano i volontari, accessibile a tutti, umani  e non.

A quanto pare le richieste del volontario OIPA di provvedere a recintare quella sorta di trappola, sono finora cadute nel vuoto. E dire che già altre volte degli animali sono rimasti intrappolati  senza potere più uscire.

Sabato scorso, l’emergenza. Da solo Alessandro ha iniziato a strisciare in quella sorta di cunicolo finché è riuscito a tirare fuori quattro dei cinque cuccioli. I loro occhi brillavano nel buio, uno dietro l’altro, verso l’apertura irraggiungibile  Purtroppo, per il quinto cucciolo, sabato scorso non c’è stato niente da fare. E’ rimasto tutta la notte solo soletto tra i due muri ravvicinati. A controllarlo c’è sempre  Alessandro che domenica mattina ha chiamato i Vigili del Fuoco di Bari.

Appena ho visto la sagoma rossa del grande camion mi sono sentito rincuorare – riferisce Alessandro Palumbo a GeaPress – A quel punto sono stato certo che il quinto cucciolo si sarebbe salvato“.

Alessandro porta ancora sul volto e nel braccio i graffi del tentativo di salvataggio del giorno prima. Ogni cucciolo che riusciva a tirare fuori, dava esso stesso la forza per un secondo salvataggio.  Infine, domenica, con l’aiuto della Squadra dei Vigili, anche il quinto cucciolo è stato salvato. Hanno rischiato tutti di morire di fame e di sete, con la madre nei pressi che non li mollava mai. “Provvederemo a sterilizzarla – riferisce Alessandro – ma è necessario che quell’area venga chiusa. Con un piccolo salto i cuccioli sono stati dentro, ma la strada del ritorno era loro preclusa“.

Sono ora tutti in adozione e per informazioni è possibile contattare la volontaria Monica al seguente numero  3890238584.

Si spera, però, che quella incredibile intercapedine-trappola venga resa finalmente inaccessibile.

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