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GEAPRESS – Un cigno centrato da un colpo di fucile nel canale dell’Addetta, nei pressi di Melegnano (MI). Un testimone avrebbe visto un uomo imbracciare il fucile e sparare contro il povero naimale. A nulla è valso il tentativo di prendere il numero di targa del furgone con il quale l’ignoto uccisore è fuggito.

Un fatto grave che testimonia il clima di impunità che evidentemente in Italia è ancora avvertito per questi reati. Il WWF Lombardia, però, punta il dito sulla riduzione dei controlli, come nel caso della Polizia Provinciale. Tutte le sedi distaccate del milanese, sarebbero state chiuse a seguito del provvedimento voluto dal Governo sulla riforma della Pubblica Amministrazione. Solo cinque Agenti, ferie e turnazioni comprese, dovrebbero garantire il controllo nell’intera Provincia.

Il povero cigno, finito a fucilate, è stato trasportato dalla corrente fino alla centrale idroelettrica di Melegnano.

Cosa ne sarà dell’antibracconaggio italiano? Chiusa, senza alternative certe, la Polizia Provinciale mentre un futuro quantomeno incerto è riservato ai Forestali che a breve transiteranno nell’Arma dei Carabinieri. Due Corpi di polizia ai quali erano affidati delicati compiti di salvaguardia del benessere animale ed in tema venatorio finiti (solo loro) nelle mire delle riforma della Pubblica Amministrazione.

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