GEAPRESS – In pochi se ne sono accorti ma le immagini che in questi giorni sono state diffuse sui Navigli di Milano ghiacciati, rilevavano il risultato della pessima gestione dei corsi d’acqua milanesi. Era già successo. Navigli in secca e migliaia di pesci morti (vedi articolo GeaPress). A denunciarlo, allora, era stata la LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) di Milano che ora torna a sottolineare come in realtà quelle che si vedono nelle fotografie dei Navigli gelati, altro non sono che pozze congelate. Basse temperature e l’intervento del Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi che ha deciso il calendario delle asciutte.

Lunghi tratti del Naviglio Pavese, Naviglio Grande e Naviglio di Bereguardo, a partire da fine gennaio a circa metà marzo, sono senz’acqua o con un livello minimo di 20 cm. Con le basse temperature di questi giorni sono immediatamente ghiacciati, abbandonando in una letale morsa i pesci e gli altri organismi d’acqua dolce. Il Canale Villoresi, poi, è da tempo in asciutta totale.

Il Consorzio motiva gli interventi con le opere di rifacimento delle sponde del Naviglio Grande, ma per gli altri Navigli, sempre secondo la LAC, non si conoscono le motivazioni. Bisognerebbe ripristinare immediatamente i normali livelli dell’acqua, dicono alla LAC. Questo almeno finché il periodo di freddo intenso non sarà passato. E’ l’unica maniera per garantire la sopravvivenza dei pesci.

I volontari della LAC hanno recuperato in questi giorni anche pesci di grosse dimensioni, sebbene gli interventi siano resi molto difficili per lo strato di ghiaccio che ricopre l’alveo. L’appello dell’associazione è ora rivolto allo stesso Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi. Immettere, cioè, l’acqua nei Navigli di fatto trasformati, ancora una volta, in una trappola per pesci.

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