GEAPRESS – Si è conclusa felicemente la brutta avventura di una grillaia, Falco naumanni, Lesser Kestrel per gli inglesi, Str’sc’gn’l per i materani. La pioggia dei giorni scorsi l’aveva spinta in un discendente pluviale, uno “scivolo ” pauroso di almeno 15 metri che, anziché finire sul piano della strada, finisce in un tombino.

A Matera i Grillai sono tanti, non sembra di trovarsi in presenza di una specie in estinzione, perché in città passano l’estate dal 50 al 60% di tutta la popolazione mondiale.

In città sono abituati a questi piccoli rapaci, chiamati in maniera quasi onomatopeica, sono abituati alla loro rusticità, ai nidi proprio in cima ai canaloni di scarico, agli asili che formano per i piccoli, al condominio notturno usato dagli adulti, alla temerarietà dei polli e dei pulcini. In città sono abituati a questi concittadini stagionali, in genere chi li “vede” in difficoltà si attiva per chiamare i soccorritori, un po’ tutti sanno come comportarsi.

Al Coordinamento per la Difesa del Randagio, storica associazione animalista materana, arriva la “solita” telefonata “in biblioteca c’è un grillaio in difficoltà. C’è stata la pioggia, sarà il solito pulcino portato giù dall’acqua!

Quest’anno, per molte coppie, c’è stata anche la seconda cova ed anche senza la pioggia i soccorsi giornalieri sono stati molteplici, per il Coordinamento almeno sette al giorno negli ultimi dieci giorni.

Giunti sul posto, invece, la situazione si presenta grave, il grillaio, femmina o giovane immaturo, è all’interno di un tombino ma, rimossa la griglia, non appena i volontari provano a prenderlo “si rifugia” all’interno del tubo orizzontale che collega tutti i tombini della strada.

E’ in arrivo un altro acquazzone e quel tubo diventerà sicuramente una tomba d’acqua per il malcapitato. Mentre si inizia a circoscrivere il “campo di azione” del grillaio, isolando due pozzette, si chiede l’intervento dei Vigili del Fuoco.
Arrivano subito, lo fanno sempre, ma gli interventi in favore dei Grillai vede sempre operatori sorridenti, felici di aiutare.

Una piccola task force in corsa contro il tempo, dopo vari tentativi con il tubo dell’acqua usato come dissuasore e un po’ d’acqua versata piano piano, un Vigile riesce a prendere il grillaio che, finalmente, fa capolino in uno dei due pozzetti isolati dagli altri.

È, quasi sicuramente, una femmina adulta, sana, ma stressatissima, che viene affidata dai Vigili stessi alle cure dei Volontari del Coordinamento.

Nemmeno il tempo di “ripararla” in un cartone asciutto che dal cielo si aprono le cataratte, un piccolo nubifragio che vede i Vigili del Fuoco immediatamente “dirottati” verso altri soccorsi, intanto i tombini strabordano di acqua. Per il “Grillaio si è fatto appena in tempo.

La sua liberazione viene programmata per stamattina sulla terrazza del Palazzo dell’Annunziata, sede della biblioteca.

Mangia, viene asciugato, viene visitato quindi messo a riposo, al Grillaio, ora, tocca aspettare. Già all’alba è pronto (è pronta), smania, soffia, ma la terrazza è chiusa. Finalmente alle otto aprono gli uffici e Grillaio e Volontari sono già lì da diverso tempo, impazienti.

Il rilascio è ufficiale, sulla terrazza sale anche la direttrice della biblioteca, sulla terrazza ci sono diversi nidi, anche artificiali, di altri Grillai, tutti abitati. Arriva il momento e il piccolo rapace riconquista la sua libertà. Buon tutto, Grillaio!

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