lupi morti
GEAPRESS – Tre lupi, un  maschio adulto e due femmine di cui una molto giovane, sono stati rinvenuti nella giornata di ieri ai bordi di una strada tra Pomarico e Bernalda in provincia di Matera. Gli animali, morti probabilmente nei giorni scorsi, sono stati uccisi in altro luogo e poi trasportati fino al luogo del ritrovamento.

La cause probabili di morte sarebbero riferibili ad avvelenamento. Secondo quando riferito a GeaPress dal dott. Matteo Visceglia, Responsabile del Centro Provinciale Recupero Animali Selvatici Riserva Naturale Regionale di San Giuliano, i lupi presentavano alla bocca tracce di sangue; un fatto, questo, che potrebbe fare presupporre l’uso di un anticoagulante tipo topicida. Nei luoghi anche il Corpo Forestale dello Stato ed il Veterinario ASL.

La disposizione dei corpi, uno accanto all’altro con la testa rivolta nella stessa direzione, rende pressocchè certo non solo che i lupi siano stati trasportati da altro luogo, ma anche l’intenzione di ostentare il grave atto commesso.

Proprio nelle stesse aree  era in  corso un monitoraggio della Regione Basilicata avente ad oggetto  la presenza del lupo.

Gli animali ora ritrovati saranno esaminati dall’Istituto Zooprofilattico di Matera. Sui corpi verranno comunque prelevati dei campioni al fine di individuare il DNA e stabilire eventuali riscontri con le tracce biologiche  raccolte nel passato dai ricercatori. In questa maniera sarà forse possibile individuare l’area di provenienza dei lupi morti ed il singolo animale se già conosciuto.

Da un primo esame non sembra che le due femmine, una delle quali molto giovane, presentavano segni di lattazione mentre l’esame autoptico rivelerà se risultavano gravide.

Nessun movente è per ora possibile affermare con certezza, ma le prime voci riportano la presenza di aree pascolate che potrebbero essere state oggetto di predazione da parte del lupo. Un animale che sembra comunque avere seguito l’espansione del cinghiale. E’ proprio di questi giorni la polemica sollevata dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia, sulla presenza del cinghiale proveniente dalla Basilicata e per le immissioni a fini venatori. Immissioni, per gli stessi fini, che parrebbero ora indirizzarsi con  lepri dell’est europa e caprioli.

Quanto avvenuto è sicuramente un fatto molto grave – ha riferito a GeaPress il dott. Matteo Visceglia – ed occorre sul problema un intervento delle istituzioni. Devono trovare loro le soluzioni. Di certo – ha concluso il Responsabiloe del CRAS – non possiamo permettere perdite così gravi che riguardano, peraltro, un animale particolarmente protetto

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