grillaio
GEAPRESS – A nulla sono valse le decine di telefonate per liberare la famigliola di falco Grillaio, rimasta bloccata in una Chiesa di Matera a seguito dell’apposizione di reti protettive.

Infine Elisa D’Alessio è dovuta rientrare da fuori città, parlare decisamente con il parroco e provvedere personalmente all’apertura della rete. Un maschio di Grillaio, rimasto imprigionato con il suo nido e tre uova, mentre la femmina, dall’esterno, cercava disperatamente di passare il cibo al suo compagno. Una lotta estenuante, quella del povero falchetto, con ripetuti tentativi di uscire da quella trappola. Stamani si è temuto il peggio. Il falchetto non si vedeva più.

Eppure a Matera, non vi è trovata altra maniera per ridare libertà al Grillaio il quale, è bene ricordare, appartiene ad una specie molto rara e protetta dalla legge. I nidi, a prescindere dalla specie, non possono poi essere disturbati.

Ho dovuto lasciare appositamente una riunione alla quale stavo partecipando [n d.r. Elisa D’Alessio è la fondatrice di GEAPRESS] e precipitarmi dalla Sicilia per venire a liberare il Falco. Un giorno intero di lunghe telefonate – spiega Elisa D’Alessio – dove sembrava finanche essere negata la presenta del Falco. Ed invece, in quella Chiesa vi era pure il nido con le uova. Mi auguro che la nidificazione non sia stata compromessa“.

Reso edotto il parroco che in quel luogo era in corso la nidificazione, si è infine acconsentito alla rottura della rete ed al rincongiungimento della famigliola di Falchi.

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