GEAPRESS – Continuano le ricerche dei volontari di Saponara (ME), dei cagnolini travolti dalla frana che nei giorni scorsi ha portato morte e distruzione nella costa tirrenica nord orientale della Sicilia. Ieri, un grosso mezzo meccanico è intervenuto nei luoghi per ripulire dalle macerie l’area inondata dove un tempo vi era il piccolo rifugio. Tutto sommerso dai detriti della piena del torrente.

Tre i cani morti, come già si era detto ieri (vedi articolo GeaPress) mentre, a poco a poco, altri cagnetti tornaro nei luoghi. Giovanni Vicari, volontario delle Guardie per l’Ambiente, poco prima che il torrente travolgesse tutto, era riuscito ad aprire le porte del rifugio e grazie a lui molti cani si sono potuti salvare.

Ieri, grazie anche all’impegno dei volontari della LIDA di Patti, altri tre cani sono riapparsi. Due cani da caccia, abbandonati tempo addietro, ed una randagina vecchietta accolta anch’essa da Giovanni Vicari. Non era un grande rifugio, appena 15 cani, ma l’importante era la pronta accoglienza in favore di chi aveva subito l’abbandono.

Intanto, il maltempo dei giorni scorsi, ha portato nuovi problemi anche ad altre strutture di accoglienza di randagi. E’ successo mercoledì mattina a Soverato (CZ), dove il canile gestito dalla Lega Nazionale Difesa del Cane è stato invaso dal fango.

Quando Serena Voci, la Responsabile locale della Lega, si è recata sul posto, ha temuto di trovare il peggio. La strada di accesso alla struttura che ospita un centinaio di cani, era stata spazzata via dalla frana. Un sentiero ben più lungo ha consentito di raggiungere il posto, ma i disagi sono enormi. Per tutta la giornata i volontari hanno dovuto spalare il fango entrato nella parte più alta del rifugio. Alla fine i cani c’erano tutti, e questa è stata la soddisfazione sicuramente più grande. Ma come si fa ora con la strada che non c’è più?  

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