GEAPRESS – Sono ancora molto frammentarie le notizie che pervengono dalle zone alluvionate del centro e nord est dell’Italia. Nel centro Italia, ancora, la situazione più critica. Nuovi lutti e disastri alle attività produttive.

Secondo la Coldiretti i danni sarebbero ingenti e riguarderebbero anche numerose stalle sulle quali però mancano ancora stime attendibili. Numerose carcasse di animali sarebbero state osservate nei fiumi in piena, mentre situazioni di crisi sono state segnalate per due canili nei pressi delle sponde del fiume Ombrone, in provincia di Grosseto. Ad Orvieto, invece, l’alluvione ha colpito anche un canile privato non risparmiando due cani adulti e due cuccioli. Sul web, si moltiplicano intanto i filmati di fauna selvatica in difficoltà. Tra questi, caprioli e cinghiali che tentano di raggiungere zone non allagate.

A ritrovarsi in difficoltà questa notte, anche un gruppo di Forestali nei pressi del fiume Albenga, in Toscana. Si tratta della regione più colpita almeno sotto il profilo delle vittime umane. Quattro, secondo quanto diffuso dal Corpo Forestale dello Stato. I Forestali sono rimasti bloccati nella frazione di Albinia, nel Comune di Orbetello. Erano impegnati nelle operazioni di soccorso e sgombero delle popolazioni alluvionate. Particolarmente colpita anche la provincia di Massa Carrara e, nel Lazio, il viterbese dove è avvenuto il crollo sul fiume Paglia. Lo stesso corso d’acqua ha creato seri problemi anche in Umbria ed in particolare nei pressi di Orvieto.

Preoccupazione per gli allevamenti nei pressi di Terni, dove il Paglia ha esondato.

Lazio, Tascana e Umbria sono le regioni dove la Protezione Civile ha sottolineato la permanente criticità. Attesa, ma senza toni di massima preoccupazione, per la piena del Tevere a Roma.

In metà settimana, secondo la protezione Civile, le difficoltà si sposteranno in Sicilia e Calabria per l’arrivo di una perturbazione africana di una certa importanza.

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