GEAPRESS – Chi si ricorda del Sig. Mario Sali, l’addestratore di tigri al quale nel febbraio 2006 vennero portati via i grandi felini? Intervenne allora il Corpo Forestale dello Stato a seguito di un provvedimento scaturito da una presunta violazione del Regolamento del Comune di Roma. Un sequestro, si disse allora, di natura amministrativa. L’addestratore riuscì in un primo momento a trasferire le tigri in provincia di Latina. Poi, per protesta, arrivò a chiudersi nella gabbia e, riferiscono le cronache, minacciare di darsi fuoco. Le tigri vennero poi in parte restituite.

Il Sig. Sali si trova ora a Malta e come succede ogni anno ai circhi, spesso italiani, si è ritrovato innanzi al tendone le proteste degli animalisti. Poi un provvedimento dell’autorità di Naxxar. Il permesso sarebbe scaduto sebbene il posto alternativo non si trova. Ed ecco che oggi il Sig. Sali è apparso sui giornali maltesi, dentro la gabbia delle tigri. A protestare, ovviamente. I regolamenti locali imporrebbero di smantellare dopo 30 giorni, ma il circo sostiene di avere tutto in regola almeno fino al sei gennaio.

Non è stato possibile metterci in contatto con il circo attendato a Malta, ma a prescindere da chi ha torto o ragione, la protesta rivela  come la mancanza di una norma certa che regolamenti o vieti in Italia l’uso degli animali nei circhi, infici almeno in parte l’atto di sequestro di sei anni addietro. A non avere dubbi su chi ha torto, sono invece i gruppi animalisti maltesi che hanno più volte chiesto di vietare l’arrivo dei circhi nell’arcipelago.  

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