GEAPRESS – Criticati, biasimati ed oggetto di paure ridicole da fare invidia al noto film di Hitchcock. Il Gabbiano reale, ormai da tempo, è abituale frequentatore di molti centri urbani italiani. Lo studio delle loro popolazioni riserba molti aspetti sconosciuti ai più. Sui tetti, nei cornicioni, specie di grandi edifici storici, la coppia di gabbiano reale, costruisce il nido. Certo un motivo ci sarà, ma nel frattempo c’è chi ipotizza stermini di implumi, uova bucate ed altri cruenti sistemi di presunto controllo dei gabbiani. Schiamazzano, dice qualcuno. Forse, però, allontanarsi dalla città non sarebbe male (per i gabbiani). Aria inquinata ed i frastuoni del traffico cittadino, contro una parete di roccia a picco sul mare. Nel frattempo, però, tra i tetti c’è chi li segue e li studia. Poi, il momento della nascita che allieta ma anche preoccupa se in quel periodo avviene, ad esempio, un incidente.

E’ successo ad una fedelissima coppia di Gabbiani reali di Lucca che, nel bel mezzo della nidificazione vide la femmina ferirsi battendo la testa. Il maschio rimase solo assumendosi l’onere dell’intera covata. Non andò bene, dal momento in cui, quando era costretto ad allontanarsi per il cibo, i predatori fecero il loro corso ed il nido rimase ben preso vuoto.

La compagna non era morta. Subito dopo l’incidente (avvenuto ormai due anni addietro) vennero avvisati i volontari del CRUMA, lo speciale ospedale della LIPU di Livorno. Grazie a loro, la femmina di Gabbiano è stata curata e tenuta sotto stretta osservazione dal Direttore Sanitario Dott. Renato Ceccherelli. Quindi, il ritorno nei cieli di Lucca dove ha ritrovato il suo compagno che era rimasto ad aspettarla. Non si era mai allontanato dai luoghi ed ora, per il secondo anno consecutivo, hanno portato a compimento la nidificazione (nelle foto in gallery la coppia e il loro piccolo). E’ stato possibile da parte degli esperti seguire le successive nidificazioni grazie all’anellino di riconoscimento (vedi foto) posto alla femmina di Gabbiano. Il tutto è stato documentato dal fotografo Luciano Barsetti, componente dell’Associazione Fotografi Naturalisti Italiani.

La nostra gabbiana si è completamente ripresa – dichiara soddisfatto a GeaPress Gianluca Bedini Responsabile del CRUMA di Livorno – La nidificazione è stata sempre seguita e siamo felici di avere contribuito al ricongiungimento della coppia“.

Il Gabbiano reale, nelle nostre città, deve aver trovato qualcosa di speciale che consente la riproduzione. Provando a conoscerlo meglio, impareremo ancor di più a volergli bene ed apprezzare alcuni aspetti della sua vita dai quali, probabilmente, avremo qualcosa da imparare. Il mancato papà, almeno per la stagione riproduttiva del 2010 (quando cioè rimase ferita la femmina) fece di tutto, pur non riuscendoci, per salvare la covata. Accudiva i piccoli, andava a procacciare il cibo, li copriva dal sole. Fallì, ma rimase ad attendere la sua compagna con la quale si ricongiunse una volta riabilitata e liberata dagli esperti del CRUMA. Il loro lavoro si basa sulle donazioni volontarie e ti invitiamo per questo ad aiutarli (VEDI PAGINA DEDICATA). Basta un piccolo gesto. Altri gabbiani, e tanti altri animali, hanno bisogno del tuo aiuto.

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