cucciolo orso foto forestale
GEAPRESS – Nuovi interventi a seguito del rinvenimento del corpo di un cucciolo di orso marsicano  nei pressi di Settefrati, in provincia di Frosinone. L’animale, secondo il Corpo Forestale dello Stato, potrebbe essere stato vittima di un avvelenamento (vedi articolo GEAPRESS).

Sul caso è intervenuto  anche il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il cui Direttore oltre che il Veterinario e la Biologa del Parco, si sono recati nel luogo del ritrovamento in località Marzana.

Il decesso, avvenuto probabilmente poche ore prima delle 20.00, quando cioè è stato trovato il corpo del cucciolo, non sarebbe causato da problemi di denutrizione. L’animale, una femmina di circa sei-sette mesi, si presentava in apparenti buoni condizioni. Il corpo, era steso lungo la sede stradale ma non presentava lesioni visibili.

Secondo il Presidente del Parco Nazionale, Carrara “la morte dell’Orso riconferma l’estrema difficoltà dell’azione di conservazione e richiama tutti gli Enti coinvolti a collaborare e a rispettare strettamente gli impegni assunti con la firma del protocollo del 27 Marzo u.s. per la tutela dell’Orso bruno marsicano”.

Anche il Parco, come già comunicato dal Corpo Forestale dello Stato, sottolinea la possibilità che il cucciolo deceduto sia uno dei due avvistati insieme alla madre nei giorni scorsi, nel corso della operazione di conta delle femmine con piccoli, per monitorare costantemente la vitalità della preziosa popolazione di Orsi marsicani, conta ancora in corso.

Più duro il comunicato del WWF secondo il quale siamo difronte ad un fatto molto grave, ancorchè trattasi di una femmina.

Il pericolo di estinzione per l’Orso Bruno marsicano – riporta la nota del WWF – è sempre più forte visto che continuano i ritrovamenti di orsi deceduti per avvelenamento, altre patologie infettive, impatto con auto dovuto all’eccessiva velocità sulle strade o bracconaggio ed è stato solo a giugno l’ultimo caso“.

Secondo il WWF, però, gli orsi  continuerebbero a morire anche perché non si mettono in campo tutte quelle azioni che potrebbero migliorare le condizioni di gestione della specie e del territorio dove questa vive. Azioni, ricordano gli ambientalisti, individuate dal progetto europeo LIFE Arctos, che coinvolgono allevatori, agricoltori, enti locali, parchi.

Il WWF si attende misure decise da parte di tutti gli organi competenti, dal Parco Nazionale al Ministero dell’Ambiente, all’Assessorato Regionale agli stessi Sindaci, che, nella loro funzione di autorità sanitaria, devono tutelare gli interessi collettivi.
Non deve più succedere inoltre che anche quando sia stato accertato che le cause della morte siano riconducibili a bracconieri, non si arrivi mai ad individuare i responsabili di questi crimini, ribadisce il WWF.

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