Lodi: la nutria salvata dall’uomo (fotogallery)
Operata e riabilitata dall'Ospedale Veterinario San Michele.
GEAPRESS – Una storia di un animale di nessuno, per il quale non si versa mai una lacrima. Inizia così il racconto del dott. Offer Zeira, Direttore Sanitario dell’Ospedale Veterinario San Michele. Siamo in provincia di Lodi e quella sera, un Veterinario vienne attirato dal cadeverino di una nutria. Sembrava gettato ai bordi della strada, schizzato via dopo che una macchina l’aveva colpito. Ed invece la povera Nutria era ancora viva. Il Veterinario non ci pensa due volte, raccoglie l’animale e lo porta all’Ospedale San Michele.
Nutria di nessuno, ed in effetti così è. Prelevata dal suo ambiente naturale, in America, e portata in Europa e fare il cosiddetto “castorino”; ad imitare, con la sua pelliccia, un altro animale sfortunato. La nutria, però, lo è doppiamente, dal momento in cui quando gli allevamenti chiusero e lei riconquistò l’agognata libertà, si trovò puntati i fucili, come i bocconi avvelenati, perchè accusata di rovinare gli argini costruiti dall’uomo ai lati dei fiumi. Decenni di massacri che non hanno risolto, però, il problema delle devastanti piene del dissesto idrogeologico del nostro territorio.
In Ospedale, intanto, arriva la nutria. E’ un maschietto, ed i Medici Veterinari decidono di chiamarla NU. Anche se non ha padrone, deve essere curata e, se possibile, liberata. Nu presenta la rottura della vescica e la frattura delle zampe anteriori. L’equipe del dott. Zeira, decide di intervenire urgentemente. Addormentata ed operata.
Nu non si rivelerà un paziente facile. Diffida dell’uomo e considerato come viene da lui trattata, non ha tutti i torti. Mangia con difficoltà e mostra segni di nervosismo. Poi, a poco a poco, grazie alla pazienza dei Dottori, inizia a farsi curare. In due la tengono, ed una terza persona le fornisce il cibo con l’ausilio di una siringa. Finalmente arriva il momento di togliere le bende dalle zampe. Nu sembra felice e forse, a modo suo, ringrazia. Si alza sulle zampe come un cangurino. E’ ben voluta da tutti e nessuno, forse, vuole dire quello che tutti pensano. Nu è un animale selvatico e l’impegno era di farla ritornare dove era stata trovata, il più lontano possibile da quella strada. E’ difficile pensarci ma è quello che si dovrà fare.
Certo che viene difficile immaginare, dopo le mille (peraltro…inutili) persecuzioni dell’uomo, che altri uomini stanno facendo di tutto per salvarla. Standole vicina, impari a conoscerla, a rispettarne le abitudini, capisci che non deve essere (…da altri…) considerata un bersaglio da colpire, a pallini o con la trappola. In alcuni casi, pure con devastanti veleni.
La storia di Nu e del suo contatto con l’uomo, intanto, sta giungendo al termine. E’ arrivato il giorno per il quale tutti avevano lottato, ma che, in fin dei conti, sapevano difficile da dover sopportare. Nu viene accompagnata con un trasportino per gatti. Lo sportellino viene aperto e Nu, la Nutria, inzia timidamente ad affacciarsi ed annusare. Poi delicatamente scivola in acqua. Nuota tranquilla e sicura grazie alle cure dell’Ospedale San Michele di Tavazzano con Villavesco. Tutti, dottoresse e dottori, avevano atteso questo momento, sicuramente con sentimenti che a volte è difficile conciliare. Nu, grazie a loro, è di nuovo una speranza di libertà. Qualcuno, però, non resiste e, girandosi di spalle, lascia scivolare una lacrima per Nu, la Nutria salvata dall’uomo.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
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come non commentare tutto cio’,è fantastico.
Sono felice di sentire ogni tanto delle belle notizie, chi siamo noi per decidere chi è da salvare o lasciar morire. Grazie!!!
Fortuna che ci sono ancora persone con un cuore a questo mondo, Ciao Nu, spero che tu possa vivere una vita lunga e felice!
Grazie agli angeli che si sono presi cura di lei . Quando vado fuori città mi capita ogni tanto di vedere qualche nutria che bruca simpaticamente i prati, sono dolci e inoffensive, lo stesso non si può certo dire di certi bipedi. Rispetto per tutti gli animali!
che bella storia….ce ne vorrebbero tante…………
bella storia, mi piace sapere che ogni tanti qualcuno dimostri amore per qualche bestiola che altri maltratterebbero
forse era meglio tenerla, adottarla, come animale da compagnia…
accudirla, amarla,
e non mandarla allo sbaraglio
chissà…
qualcuno non resiste e lascia scivolare una lacrima per nu.che frase dolcissima.ho fatto il callo a sentire sempre notizie di persone che commettono atrocita’ sugli animali che quando ne leggo una bella mi viene spontaneo rileggere.ciao nu….
Ma qualcuno ha presente i disastri che commettono in natura?
Stiamo parlando di un animale che nel giro di 12 mesi riesce ad avere anche 18 piccoli! Se pensate che non ha predatori naturali vi renderete presto conto che più che un simpatico castorino è in realtà un virus, un vero e proprio cancro per le nostre campagne. Ormai no ci sono più i pesci di 20 o 30 anni fa nei nostri fossi grazie anche a questi “simaptici” animali…
E’ assurdo pensare che qualcuno si adoperi per salvare e curare animali di questo tipo, altissima minaccia alla nostra biodiversità.
Pregherei tutte le persone che commentano e scrivono certi articoli basandosi sulla simpatia verso gli animali a documentarsi in maniera più seria, le fonti sono molte, basta solo cercare.
Ciao Nu, buona fortuna, ne merita tanta come le pesone che si sono date da fare per aiutarti….
Per Anna, un animale nato libero non può diventare da compagnia all’uomo…….quello che noi chiamiamo sbaraglio per loro è……………vita.
meraviglioso…
Bellissimo gesto…
Mi sento in dovere di rispondere a Stefano…la storia è piena zeppa di animali considerati sterminatori di pesci (le lontre marine, le foche del Canada, le orche, la foca monaca, ecc..) tutte sono risultate scientificamente infondate, esattamente come il caso che vede colpevoli le nutrie, peraltro “importate” in Europa non certo perchè lo hanno chiesto loro. E’ sempre l’uomo che ha causato la riduzione degli stock ittici sia in mare, che nelle acque dolci. Anche questo, è scientificamente dimostrato.
Caro STEFANO, tutto giusto, ma il fatto è che per un animalista, il punto del discorso è che sono state immesse dall’ uomo, e non è accettabile ora sterminarle per risolvere il problema…
Pagami pure, io mi sono documentata eccome, ma il concetto resta… e comunque i predatori ce li hanno eccome…sono tuttiquelli che pensandola come te le arrotano, le avvelenano, o le prendono a sassate (visto da me, con conseguente litigata)…ah, si, sono simpatici animali, e non un cancro,come crudelmente dici tu…mi fa paura la gente che si esprime come te…
@ stefano mi sono documentata,ci sta una bestia che fa tanti danni.l’uomo……
Informarsi, giusto: il virus per le nostre campagne sono i cacciatori, che non vedono l’ora di poter sparare anche a questi animali (anzi lo fanno già) come a tanti altri.
Viva gli animali, abbasso la caccia… sempre.
Lodevole!! Ho consumato tutti i miei fazzoletti di lacrime………..Auguri anche a te piccolo Nu e stai lontano dalle strade!!
@stefano,visto che parli tanto di cotanta prolificità delle nutrie spero che tu ti sia fatto una vasectomia per non infettare il mondo con una tua di discendenza.@elena 68 ha perfettamente sintetizzato la situazione.
Ah ,stefano sarebbero le nutrie a sterminare i pesci ? Forse dove vai a pescare te…non te ne hanno lasciati ? Per loro è cibo,per te ”sadismo”
L uomo è decisamente in debito con tutti gli altri animali..
@Stefano……….manco meriti risposta, anzi ne meriteresti una GRANDE COME UNA CASA……. ma non posso dartela…..Perchè non migri in sito più consoni al tuo essere…?
ciao Nu ,che bello pensarti libera nella natura…e grazie a coloro che ti hanno aiutata,e’ bello ogni tanto leggere qualche notizia che suscita emozioni positive…
grazie :-)))))))))))))
Stefano, hai presente l’Agente Smith di Matrix? L’unica creatura vivente sul pianeta che realmente assomiglia ad un cancro è l’uomo, Siamo tutti come cellule impazzite che si moltiplicano a dismisura distruggendo l’organismo che le ospita. Ma quant’è brutto vero sentirselo dire? Quanto suona estremista, peccato che si basi su fatti e analogie concrete. L’impatto dell’uomo sul pianeta è la principale causa del suo avvelenamento, e si tratta di fatti incontestabili. E non solo, la nostra esistenza non si limita a minacciare il pianeta, minaccia persino noi stessi. Esattamente come un cancro moriremo insieme al nostro ospite.
Agli occhi di una specie aliena dovremmo essere noi a venir sterminati, ma in quel caso quante lacrime, quanto attaccamento alla vita.
Non si tratta di essere animalisti ma di ampliare la nostra visione e abbandonare quella antropocentrica che ha fatto solo danni.
Prima di stabilire che una specie va eliminata forse occorrerebbe
a – eliminare ogni interesse economico (o hobbistico) legato al suo sterminio
b – studiare sistemi alternativi per vedere se proprio non è posibile un’armonizzazione con l’ambiente
c – nel caso disgraziato che l’impatto sul territorio sia davvero devastante ricercare il sistema meno cruento possibile, per esempio con esche che invece di avvelenare inducono alla sterilità.
Ma sai qual è il problema? Il problema è che alla gente piace uccidere e uccidere resta sempre la sua soluzione preferita per motivi che nulla hanno a che vedere con la ragione o la preoccupazione per l’ambiente o gli altri.
@anna mannucci
Perfettamente d’accordo con te. Stiamo parlando di un animale molto controverso che spesso e volentieri fa una finaccia prematura, probabilmente la cattività sarebbe stata meglio.
una nutria………… in cattività ? che splendida idea ……….e dove la tiene nel soggiorno o nel giardino di casa ?
le nutrie sono sociali e socievoli, intelligenti e affettuose, si “addomesticano” facilmente. In realtà, il termine “addomesticare” non è corretto, perché si tratta di un’interazione, di un rapporto.
A proposito dei cosiddetti nocivi: i cosiddetti scienziati hanno stabilito che erano nocivi i lupi e i rapaci, nonché molti altri animali.
Gli stessi che dopo pochi anni sono diventati da proteggere perché in pericolo di estinzione!!
Signora Anna, le confiderò un segreto…………tutti gli animali sono sociali, socievoli, intelligenti ed affettuosi………….bisogna solo avere la sensibilità per accorgersene…………….e con tutti gli animali può avere un’interazione……….se non mi crede………faccia la prova con una lucertola…………..
Lei non potrà mai addomesticare una nutria selvatica………………………………..ma è vero potrà avere anche con essa un’interazione……….
le nutrie in natura sono degli animali molto timidi ……….. scappano alla vista……………dopo mesi che si abituano alla presenza e che ricevono il cibo lanciatogli da molto lontano tendono ad avvicinarsi ……….e con tanto amore un giorno prenderanno una carota dalle sue mani………….sarà questo il massimo che le potranno mai concedere……………….ed è bene che sia così………………
Concordo con Michele, la nutra è nata libera e il dr. Offer Zeira ha fatto bene a restituirla al suo ambiente naturale, casa sua… Non poteva fare altrimenti
la nutria non è un animale che può stare in cattività va liberata…è l’ unomo con le sue manie di possesso che crede che gli animali possano essere tenuti in casa, magari in gabbia.
@stefano…la nutria l’ ha importata l’ uomo, se( se) crea problemi che paghi chi l ha importata per farne pellicia, l animale non ha colpe, non ha scelto lui di stare qui
ehilà, mi moderate?
grazie
Bene, torno a far visita a questo sito perché penso (e spero di aver torto) che la maggior parte della gente che mi critica non siano persone che vivono a stretto contatto con la campagna, ma gente che si diletta ad essere naturalista, mi spiego meglio. Chiunque vive in campagna dalle mie parti sa cosa siano e che pericolo effettivamente provochino gli animali in questione, non stiamo parlando di specie autoctona, concordo perfettamente sul fatto che l’errore è stato dell’uomo che l’ha prima importata in cattività e poi incoscientemente liberata, nonostante ciò il problema rimane e quindi, visto che di problema si tratta va risolto.
Dato che è stata tirata in ballo la caccia, i cacciatori che ho avuto la fortuna di conoscere sono persone che vivono a stretto contatto con la natura 365 giorni l’anno, gente che in campagna ci vive e lavora da sempre, gente più attaccata alla terra di chiunque altro, che caccia gli stessi animali che libera nei periodi di riproduzione perché ormai di selvaggina si sa non se ne trova più. Certo immagino non siano tutti così, però credo che questo sia un lato della caccia sconosciuto ai più che magari vivono in “città”.
Tornando al fatto in questione concordo con il primo commento di Iblis76 sulla valutazione delle conseguenze di azioni così decise.
Concludo (magari polemicamente) dicendo che difendere le nutrie è quasi come voler difendere e salvaguardare la zanzara tigre (una specie non autoctona e diciamo pure fastidiosa). Spero che nessuno voglia allevare zanzare da compagnia…
Buona riflessione a tutti, Stefano.
@ stefano io vivo in campagna le nutrie le vedo perche’ ci sta un fiumicello con anatre e quindi buttando il pane vengono pure loro a mangiare…ho la casa piena di ragni non li uccido li metto fuori cosi’ pure per i tplolini che certo volte i gatti prendono per giocare.la mia zona e’ piena di zanzare tigre non metto diserbanti e veleni altrimenti uccido loro e altri insetti.ho messo le zanzariere il poblema e’ risolto..basta un poco di pazienza e non partire in quarta e sterminare,dimenticavo due volte sono entrate le biscie…ho preso paura e’ vero ma sono tornate libere …
STEFANO…se un cacciatore libera degli animali per poi poterli cacciare di nuovo…mi scuserai, ma è come il maniaco dei film che libera la protagonista tettona per poi poterla inseguire per la sua perversione…comunque non sei l’ unico a vivere in campagna, per cui magari non ti esprimere come se avessi visitato la luna e lo venissi a raccontare a noi poveri ignari…aggiungo che conoscere un cacciatore non è una fortuna…almeno per me…ma dal tuo modo di esprimerti ero sicura che per te fosse un piacere…
Vado a letto contenta e di questi tempi non è facile. Buona vita NU!
@ francix sei fortunata se vai a letto contenta…io no perche’ mi dico”potevo fare di piu’”….