GEAPRESS – Una fine atroce per la povera Cicogna della frazione di Iolo, in provincia di Prato. Una fine che ha preceduto di poco quella di due Tarabusini e di alcune gallinelle d’acqua. Tutti uccisi in queste ore dalle falciatrici. A salvarsi solo un pulcino di Tarabusino, un piccolo airone, ora amorevolmente accudito dagli operatori del CRUMA (vedi gallery), lo speciale ospedale gestito dai volontari della LIPU di Livorno.

La Cicogna è stata rinvenuta mercoledì scorso. In zona nidificano da anni, specie nei tralicci. A trovarla con le zampe spezzate le Guardie Ambientali che hanno contattato la Veterinaria Giuliana Giuliani la quale, a sua volta, ha subito avvertito il CRUMA. L’intervento dei volontari è stato immediato, ma il povero animale era ormai quasi totalmente dissanguato. Non c’è stato niente da fare.

Purtroppo – ha dichiarato a GeaPress Gianluca Bedini, responsabile del CRUMA – già una zampa compromessa rappresenta un grosso problema. Tutte e due – ha aggiunto Bedini – e con quel tipo di taglio, poi, faceva già presagire la fine“. Un giovane nato quest’anno. Il referto parla chiaro. Frattura esposta di circa 15 centimetri.

A poche ore dal ritrovamento, un’altra chiamata. Questa volta la richiesta di intervento per il CRUMA arriva da Galciana, sempre nei pressi di Prato. Non è più ipotesi, ma certezza. Lo sfalcio attorno ad un laghetto artificiale. A volare in aria con le zampe spezzate sono la femmina di Tarabusino ed uno dei suoi piccoli. Poi alcune Gallinelle d’acqua. Rimane solo il pulcino superstite. Oggi la circolare dall’Ufficio competente della Provincia. Stop a questi interventi. Se ne riparla in autunno, come dovrebbe prevedere una norma regionale.

Il piccolo Tarabusino è ricoverato al CRUMA. Non ha fratture, ma dovrà subire una lunga permanenza. Solo l’esperienza di un centro specializzato, potrà garantirgli il ritorno alla vita selvatica. Dovrà imparare ad alimentarsi da solo e dovrà sviluppare un piumaggio idoneo al ritorno in natura. Con gli uccelli è tutto più complicato. Oltre a dover essere curati in una struttura specializzata e detenuti in speciali voliere per non abituarsi alla vista dell’uomo, bisogna aspettare la crescita di piume e penne. “Qui è una emergenza continua” – dice a GeaPress Gianluca Bedini.

Proprio pochi giorni addietro, sempre la LIPU aveva diffuso un bellissimo comunicato sulle ormai numerose cicogne che hanno ripreso a popolare i cieli italiani. Tra non molto si dirigeranno verso l’Africa dove passeranno l’inverno prima di tornare in Europa, con la primavera, a nidificare. La giovane cicogna di Iolo non ha potuto. Non scordiamoci di loro e continuiamo ad aiutarli. Fai una donazione al CRUMA. Basta un piccolo click.

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