GEAPRESS – Quasi un terzo degli uccelli selvatici nidificanti in Italia è minacciato in modo grave di estinzione o si trova in una situazione di vulnerabilità. Ben sei le specie (tra cui Capovaccaio, Grifone e Aquila del Bonelli) che si trovano in pericolo imminente di estinzione.

E’ quanto emerge, in estrema sintesi, dalla nuova Lista Rossa italiana degli uccelli nidificanti in Italia messa a punto dalla LIPU-BirdLife Italia con l’Università La Sapienza di Roma, Dipartimento Biologia e Biotecnologie Charles Darwin, dopo 13 anni dalla precedente versione realizzata nel 1999.

Pubblicata oggi anche la Lista rossa mondiale redatta da BirdLife International (LIPU in Italia), rete mondiale di associazioni che difendono gli uccelli e la natura, e riferimento ufficiale per la Lista rossa dell’IUCN (International Unione Conservation Nature). Dalla Lista si evidenzia come il 13% delle circa 10mila specie è minacciata di estinzione: per circa 100 specie di uccelli dell’Amazzonia i rischi sono cresciuti in modo consistente a causa della deforestazione.

LA LISTA ROSSA ITALIANA
La nuova Lista Rossa italiana, la prima di una serie che il Comitato Italiano Iucn (del quale la LIPU fa parte) ha in previsione di mettere a punto anche per altri gruppi animali, evidenzia la situazione molto delicata in cui versano sei specie:gipeto, capovaccaio, grifone e aquila del bonelli, oltre che forapaglie comune e bigia padovana, compaiono nella categoria “CR” (critically endangered, in pericolo critico).Rapaci e avvoltoi risultano tra le specie a maggior rischio di estinzione perché si tratta di specie predatrici o “spazzine”, considerate per molto tempo nocive in Italia e per questo costantemente perseguitate dall’uomo. Ancora oggi le uccisioni illegali rappresentano la più importante minaccia per la maggioranza di queste specie. Frammentazione e distruzione degli habitat naturali sono comunque i fattori più importanti che minacciano gli uccelli.

Nel complesso sono state 270 le specie prese in considerazione: il 27,3% è invece “in pericolo” o “vulnerabile” (il 2,2% è minacciato “in modo critico”, l’8,1% è “in pericolo”, il 17% è “Vulnerabile”). Il 51% delle specie, pur sotto osservazione, desta minore preoccupazione, il 9,6% delle specie è “Quasi minacciato”.

Tra gli ordini più minacciati quello degli Accipitriformi (come nibbi, aquile, avvoltoi), con il 56,5% delle specie a rischio di estinzione o quasi minacciato, e degli Anseriformi (oche, cigni e anatre) con il 55,6% delle specie a rischio.

Mentre capovaccaio, aquila di bonelli e forapaglie comune erano già inseriti nella vecchia Lista Rossa in tale categoria, le altre 3 non vi comparivano: il grifone era infatti classificato “In Pericolo” (uno stadio di minaccia ma inferiore all’attuale) mentre il gipeto, allora estinto, ora è presente grazie ad alcuni progetti di reintroduzione. La bigia padovana infine era classificata nella precedente Lista rossa come “Quasi minacciata”.

Buone notizie invece per alcune specie classificate nella Lista rossa che comparivano nella temuta categoria “CR” (minacciate in modo critico), ora tutte promosse a categorie di minor minaccia: per la moretta tabaccata è stato decisivo il miglioramento dell’habitat (zone umide), mentre per mignattino comune e rondine rossiccia, pur essendo specie che hanno un numero ridotto di coppie nel nostro paese, la dinamica delle popolazioni è stato giudicato positivo e ciò ha portato a un grado minore di minaccia in Lista Rossa.

Dalla Lista rossa italiana emergono dati preoccupanti – dichiara Fulvio Mamone Capria, Presidente LIPU – In questo quadro, è necessario che i piani per la salvaguardia delle specie, da tempo predisposti dall’Ispra, trovino una piena e completa applicazione”.

LA LISTA ROSSA MONDIALE
BirdLife International ha preso in considerazione per la Lista rossa mondiale circa 10mila specie di uccelli (10.064 per l’esattezza): 197 sono “In pericolo critico”, 389 sono “Minacciate”, 727 sono “Vulnerabili”. In pratica il 13% delle specie a livello mondiale è minacciata di estinzione. Inoltre altre 880 sono “Quasi minacciate”.

Abbiamo sottostimato in passato il rischio di estinzione che molte specie di uccelli dell’Amazzonia stanno fronteggiando – afferma Leon Bennun, Direttore Scienza, Politica e Informazione di BirdLife International – Tuttavia, dato il recente indebolimento delle leggi sulle foreste del Brasile, la situazione potrebbe essere persino peggiore di quanto previsto da studi recenti”.

Sono circa 100 le specie dell’Amazzonia a grave rischio estinzione, tra cui il mangiaformiche di Rio branco, sensibile anche a tassi moderati di deforestazione. Inoltre il codaspinosa di Kollar (che vedrà sparire l’80% del proprio habitat nel prossimo decennio), collocato nella categoria “In pericolo critico” (Critically endangered). In Europa problemi per la moretta codona, scomparsa dal mar Baltico negli ultimi 20 anni e salita nella categoria dei “Vulnerabili”, e per l’orco marino, che sale nella categoria dei “Minacciati”.

Inoltre c’è molta preoccupazione anche per alcune specie africane come il grifone africano e il grifone di Rueppell, che subiscono un grave declino a causa dell’avvelenamento, della perdita di habitat e della persecuzione da parte dell’uomo e per questo sono entrate nella categoria delle “Minacciate”.

Non mancano i casi positivi: lo scricciolo formichiero della Restinga, piccolo uccello che vive nella costa del Sud-est del brasile, è stato tolto dalla categoria “In pericolo critico” perché più diffuso di quanto si pensasse finora. La specie inoltre potrà contare su una nuova area protetta istituita per proteggere una porzione di territorio fondamentale per la distribuzione della specie.

Un altro esempio è la pomarea di rarotonga, specie delle Cook Islands (Oceano Pacifico), uno degli uccelli più rari al mondo, ora “Vulnerabile”. Intense azioni di conservazione, in particolare attraverso il controllo di predatori invasivi come il ratto nero, hanno salvato la specie dall’estinzione.

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