GEAPRESS – Cosa ha dovuto patire per ritrovarsi in un parcheggio di Massa Carrara, lo potrebbe dire solo lui. Il rarissimo Corrione biondo, tornato a volare libero nel deserto Tunisino appena pochi giorni addietro.

Era stato trovato nell’ottobre 2011, infreddolito ed inerme. Era da poco finito un violento temporale, ed è probabile che il giovane “sbandato”, in cerca di divagazioni ben oltre l’areale della sua specie, era stato costretto dalla pioggia proprio a Massa Carrara. Nel parcheggio, appunto. Lui, però, era nato pochi mesi prima nel deserto nordafricano. Raro, anzi rarissimo per l’intera penisola italiana. Basti pensare che la sua è la settantesima segnalazione a partire dal 1800 ad oggi.

Dopo il primo soccorso, operato dal Centro l’Assiolo del WWF di Massa Carrara, il povero Corrione biondo è stato accolto dal CRUMA, lo speciale ospedale della LIPU con sede a Livorno, dedicato alla cura degli uccelli, marini e non. Il dott. Riccardo Gherardi, Medico Veterinario, si è preso cura di lui. Sotto la guida del Direttore Sanitario dott. Ceccarelli, il distratto uccellino color sabbia ha ripreso via via le forze. Un recupero lungo, durato fino a pochi giorni addietro. Il Corrione, all’inizio, di volare proprio non ne voleva sapere. Pian piano, però, ha iniziato a dare segni di ripresa e sono incominiciati i primi spostamenti verticali nelle speciali voliere della LIPU. Risponde sempre meglio alle cure e mangia regolarmente.

Come si interviene, però, quando un animale non appartiene alla fauna locale? Certo che nel parcheggio di Massa Carrara, come in qualsiasi altro posto che non fosse il deserto dove era nato, non poteva essere liberato. Lui, il Corrione biondo, ormai cresciuto ed in forze, dove tornare dove è nato. Cosa non facile, perché il trasporto di un animale in un paese extracomunitario non è semplice. Il Corrione cresce e scalpita, vuole tornare nell’unico ambiente per il quale è nato. La sua natura è nel deserto, tra la sabbia finissima, i sassi e qualche arbusto. Di giorno caldo intenso e di notte temperature che scendono sotto lo zero.

I volontari della LIPU si organizzano, contattano l’ISPRA, l’Istituto statale che si occupa di fauna selvatica. Il dott. Nicola Baccetti (in gallery mentre controlla il Corrione) viene così incaricato di curare gli aspetti tecnici. La LIPU, invece, di tutto il resto. Poi, il 29 giugno, il primo spostamento in treno. Direzione: aeroporto di Fiumicino. Il dott. Gherardi e Gianluca Bedini, responsabile del CRUMA, sono i suoi accompagnatori. Ad aspettarli c’è Adel Bouagina, incaricato dalla Tunisair di prendere in consegna il raro volatile. All’aeroporto di Tunisi, invece, è già arrivato Hichm Azafzaf, Presidente dell’Associazione tunisina Amici degli Uccelli che si occuperà della sua liberazione. Nel frattempo, alla LIPU arrivano i ringraziamenti dell’Ambasciatore tunisino a Roma.

Il Corrione guarda dal trasportino in maniera incuriosita. Non potrebbe mai immaginare quante attenzioni gli sono state dedicate. Poi il viaggio nel deserto e la liberazione. Il volatile viene adagiato in terra e delicatamente liberato. Rimane qualche attimo a guardarsi intorno. Poi allunga il collo, si sistema le ali, le batte decisamente finché non prende la corsa. Si, proprio la corsa non il volo. Il Corrione è velocissimo. Il terreno piatto lo favorisce. Una corsa per lui indispensabile per catturare le piccole prede delle quali si nutre. Il gruppetto di ornitologi rimane ad osservarlo, finché non è un puntino nel deserto. La telefonata alla LIPU nazionale. E’ libero, è tornato a casa sua.

E’ appena un attimo. Al CRUMA sono arrivati altri animali bisognosi di cure. Non c’è tempo da perdere. Un impegno gravoso, anche in termini economici e che ricade interamente sui contributi dei volontari. Ti chiediamo di aiutarli, basta un clic ed anche un piccolo versamento sarà di grande aiuto (VEDI PAGINA DEDICATA). Senza di loro il Corrione, sarebbe …. in un parcheggio desertico.

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