cannone e antilope
GEAPRESS – Fazioni in lotta tra loro, orrende scene di decapitazione, decine di migliaia di migranti che in pochi giorni sbarcano sulle coste siciliane e forse, in campo ambientale, i pescatori con le bombe. Sono questi gli aspetti più noti del caos nel quale è precipitata la Libia.

Poco  o nulla, invece, è dato sapere sulla fine degli animali e della fauna selvatica in particolare, in alcuni casi rappresentata da specie rare ed in via di estinzione. In molte parti d’Africa, è ormai noto come il commercio di avorio alimenti le milizie in lotta, siano esse di ispirazione musulmana, come nel caso dei contrabbandieri somali che sconfinano nel Kenya, che cristiane. E’ questo, ad esempio, il caso dei guerrieri-contrabbandieri protagonisti delle uccisioni dei Rangers a cavallo tra Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Uganda.

Quanto avviene in Libia assomiglia, però, ad una ancor più bassa macelleria. La gallery che vi proponiamo è stata diffusa poche ore addietro in accreditati ambienti protezionisti non italiani. E’ stato espressamente chiesto di non rivelare nulla circa la loro provenienza, se non il paese ove sono state scattate. Si tratta della Libia senza potere neanche specificare quale delle principali fazioni in lotta (Isis e i due Governi di Tobruch e Tripoli) ha commesso tali atti.

Ammotraghi dalle grandi corna ricurve, delicate e rare Gazzelle dorcade, finanche un Gatto selvatico libico e poi ancora un Fennech o volpe del deserto quasi del tutto spellato ed orrendamente in posa come a voler  mirare da una grande mitragliatrice.

Una sequenza orrenda che la dice lunga su quanto avviene in Libia. Inutile aggiungere che nessuna legge vige in quel luogo. Ognuno è libero di sparare contro quello che si vuole. Eppure, finanche in quei contesti, qualcuno ha pensato di scattare delle fotografie che, in qualche maniera, ha fatto  pervenire a chi, da alcune ore, le ha diffuse.

Nulla, ovviamente, è dato sapere sull’impatto che la guerra sta avendo sulla fauna selvatica libica, divenuta oggetto di libero arbitrio da parte di uomini iperarmati. Chissà mai se qualcuno, in futuro, potrà scrivere questa storia. Intanto, come ha comunicato chi ci ha veicolato le foto “la fonte è anonima per evidenti ragioni di sicurezza“.

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