GEAPRESS – Le più performanti sono quelle al silicone, ma ve ne sono anche piumate, a riflessi metallici, tubulari e vermiformi. Ci sono quelle da fondo, d’altura, per trote, siluri ed altre per grandi predatori, specie se di mare.

L’esca non è più il verme da torturare nell’amo. Sempre più spesso ci sono quelle artificiali. Centinaia di modelli corredabili con seghetti, collanti, colori, smaltanti e brillantanti. Pinze e pinzette, anellini rotanti e quant’altro di utile per migliorare l’efficacia delle esche finte sempre più simili, però, ai pesci veri.

Solo che a rimanerci fregati, non sono solo i pesci, ma anche altri animali. In primis, sicuramente, gli uccelli acquatici.

L’ultimo caso lo denuncia oggi l’ENPA di Savona. Un giovane gabbiano gravemente ferito dalla micidiale esca nella spiaggia libera di Bergeggi (SV). L’esca si era impigliata nel becco e in una zampa. Ad occuparsi di lui alcuni turisti che hanno subito contattato l’ENPA.

Tali esche sono utilizzate un pò in tutte le spiagge dove, purtroppo, dicono all’ENPA, i pescatori hanno libero accesso, con la sola esclusione dei mesi estivi. Solo l’ennesimo episodio, dicono i volontari della Protezione Animale savonese. In molti casi, poi, la lenza, attorcicliandosi alle zampe, può procurare dolorose ferite. Vi sono stati pure casi di cancrena. Indispensabile, spesso, l’intervento chirurgico.

L’ENPA ha più volte sollevato il problema e grazie a ciò, la Capitaneria di Porto ha emesso apposita Ordinanza con la quale si obbligano i pescatori a non lasciare incustoditi i loro attrezzi di pesca. Evidentemente, anche le Ordinanze, non vengono rispettate. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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