GEAPRESS – Leprotti e scoiattoli. Fauna che difficilmente viene considerata molto vicina all’uomo. Ed invece, spesso, li possiamo avere dietro l’angolo di casa nostra e non saperlo. In questi giorni, ci si sono messi pure i temporali che stanno colpendo l’appennino anche con danni rilevanti, come nel parmense. E il piccolino di scoiattolo … è caduto giù. Raccolto da un passante è stato ricoverato nel Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone, vicino Sasso Marconi (BO). Lui, lo scoiattolo, ha circa un mese e la sua dieta sta gradatamente passando dal latte alla frutta ed altri alimenti tipici degli adulti.

Ma altri animali vivono vicinissimi a noi. E’ il caso delle lepri. Al Centro di Monte Adone sono arrivati alcuni piccoli raccolti in prossimità di parcheggi. E’ un segnale, dicono al Centro, che in molti non conoscono le loro abitudini. Una volta trovati, si crede che siano stati abbandonati, ma non lo sono affatto.

Le loro mamme, in realtà, sono di abitudini un pò spartane. I leprotti, infatti, passano lunghe ore da soli. Nei prati o in ogni caso nascosti nella vegetazione. E’ vero, comunque, che non sono animali completamente inermi. Fin da piccoli hanno il pelo lungo e gli occhi aperti. Sgambettano con disinvoltura e quando trovati andrebbero lasciati in pace, salvo nei casi di reale bisogno.

I più ricorrenti? I leprotti feriti dai falciaerba oppure quelli trovati dai cani. Ma il cane, almeno, non sa che non bisogna toccarlo. Per gioco lo porta dritto diritto in casa del padrone e non è detto che non possa fargli del male.

Il piccolo leprotto deve allora essere ricoverato ed accudito in maniera particolare – dice a GeaPress Mirca Negrini, responsabile del Centro Recupero di Monte Adone – Il latte che gli viene somministrato non è un normale latte vaccino. I piccoli di lepre ne hanno di bisogno uno tutto per loro, così come molto ricercata deve essere la vegetazione nel momento in cui inizia lo svezzamento“. Varie piante erbacee che nei pressi di Monte Adone non mancano.

Ed una volta recuperati?

Si rilasciano in natura, ed assicuro che è il momento più bello” dice Mirca Negrini. Solo nello scorso mese, tra quelli ricoverati nel Centro di Monte Adone, ne sono stati liberati ben otto. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).  

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