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GEAPRESS – Polemiche ancora poco emerse, ma con qualche malumore già manifesto. Si tratta del ‘Regolamento per la disciplina di servizio pubblico di piazza turistico con veicoli a trazione animale’ approvato ieri dal Consiglio Comunale di Palermo.

Secondo l’Amministrazione cittadina il Regolamento “aspira a rendere maggiormente attrattivo il nostro centro storico. Valorizzare un mezzo di trasporto tradizionale per il trasporto dei turisti è un’opportunità che l’Amministrazione non poteva farsi sfuggire’.

Il Regolamento, secondo il comunicato diffuso ieri dal Comune di Palermo, sancisce regole, criteri e vincoli che “possano garantire la valorizzazione del mezzo, della professionalità dei conducenti e del decoro urbano”. In particolare viene sancita la dizione di servizio di trasporto turistico culturale, “rientrando così nella normativa nazionale e regionale prevista per i servizi pubblici non di linea e si pone gli obiettivi della promozione di un servizio pubblico di piazza, con aree di stazionamento apposite, della sostenibilità della presenza di queste vetture attraverso l’istallazione di servizi appropriati all’igiene delle stesse aree e al benessere degli animali; dell’ottimizzazione della valorizzazione del servizio, del mezzo e del conducente“. Il Regolamento, inoltre, definisce il perimetro cittadino entro cui si svolgerà il servizio, gli itinerari prestabiliti e i luoghi di stazionamento. Inoltre, è stato deciso che la vidimazione delle licenze avverrà ogni tre anni e sono previste anche delle soluzioni per il ricovero dell’animale ed un nuovo sistema sanzionatorio in caso di accertate infrazioni.

Proprio su questo punto, però, sono emerse alcune critiche in campo animalista. Il percorso sembra prevedere anche corso Alberto Amedeo fino a Piazza Indipendenza, ovvero una strada in forte salita immersa nel caotico traffico palermitano. Da capire, inoltre, se sono stati previsti orari di sosta, specie nelle giornate estive e al di sopra di una certa temperatura. Per gli animalisti si tratta di un punto inderogabile senza il quale risulterebbe difficile parlare di benessere.
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