timo gatto sudan
GEAPRESS – Si è fatta viva Sama, la ragazza arrivata dal Sudan con il gattino Timo. La sua storia aveva commosso in molti. Un pianto a dirotto sul molo del porto di Lampedusa, dopo che lo scorso sette giugno un pattugliatore britannico l’aveva sbarcata. Poche ore prima era stata salvata da un barcone in balia del mare (vedi articolo GeaPress).

Il destino di quel gatto, secondo le norme sanitarie, sembrava però essere segnato ma il tempestivo intervento del Sindaco di Lampedusa Giusy Nicolini, aveva salvato il micetto che si trova tutt’ora in quarantena.

Sama, però, era stata costretta a subire la separazione dal suo gattino. Quasi subito di lei si erano perse le tracce. Tutti i migranti, nel giro di poche ore, erano stati imbarcati e trasferiti altrove (vedi articolo GeaPress). Si era detto del Centro di accoglienza di Crotone, poi di un paese della costa siciliana dove erano stati messi a disposizione degli alloggi, infine tra il gruppo di disperati nelle rocce di Ventimiglia, ma in realtà di quel gruppo di migranti provenienti dal Sudan non era stato possibile sapere  più nulla.

Sama, alcuni giorni addietro, si è fatta viva. E’ arrivata dove voleva, ricongiunta ai suoi parenti, fuori dall’Italia. Un viaggio faticosa in una Europa dai diritti incerti, che fa ritenere per ora opportuno non svelare il posto. Tra bambini marchiati e muri di filo spinato, il sogno di Sama di potersi ricongiungere con il gattino potrebbe essere messo a rischio. Di certo, chi ha parlato con lei, riferisce di giorni passati ad una frontiera e del terrore di un viaggio dall’esito incerto. Ogni giorno, però, il pensiero era per Timo, ben nascosto fin dalla partenza dal Sudan. Un trasportino nuovo e ben pulito. Resti di cibo ed un piccolo utensile con il quale probabilmente Sama lo aveva alimentato senza svelare il suo segreto. Poi la separazione sul molo di Lampedusa.

Chi non ha alcun dubbio sul ricongiungimento di Sama con il suo gattino è  il Sindaco di Lampedusa. “Ero sicura che si sarebbe fatta viva – riferisce Giusy Nicolini a GeaPress – non potremo mai dimenticare le sue lacrime e la sua disperazione quanto le è stato strappato dalle mani. Il fatto che si sia fatta viva – aggiunge il Sindaco di Lampedusa – significa prima di tutto che Sama c’è l’ha fatta a raggiungere i suoi parenti, che è salva, che sta bene. Finita la quarantena, a costo di prendere un aereo, Timo lo riportiamo noi“.

Una quarantena, quella di Timo, particolarmente rigida, così come una specifica nota del Ministero della Salute aveva impartito. Una quarentena, però, molto accogliente. Nel luogo dove è attualmente accudito, non viene fatto mancare niente ed il gattino sta crescendo sano e felice. Cosa non da poco visto i drammi che accadono nelle coste del sud Europa e che continuano salendo verso nord in balia delle decisioni, sempre diverse, intraprese al momento dai vari Capi di Stato. Tra muri di filo spinato, marchiature sulla pelle dei migranti e morti avvolti nelle acque del Mediterraneo, Sama, almeno, è arrivata. Si spera al più presto di poterla ricongiungere al suo gattino, anche lui indifeso profugo.

 

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