GeaPress – La Terra ha i suoi motivi per mantenersi VIVA. Le serveno un cuore super caldo, un mantello pietroso, una crosta variegata, una buona quantità di acqua ed un po’ di suolo emerso, un sottile strato di atmosfera. Tutto questo le serve per essere diversa, diversa dagli altri sassi ruotanti nell’Universo. Nella sezione di poche migliaia di metri, dal suolo ai cieli vivibili, dai mari profondi alle calotte polari, vive tutto quello che riesce ad adattarsi in milioni di anni di selezione o in tempi brevissimi di estinzione, in questa fascia abbiamo tutti gli esseri viventi, dai procarioti e/o eucarioti alle farfalle, agli squali, ai batteri, i topi e gli uomini.

Ecco gli uomini sono gli ultimi e non per caso.

Mi ero ripromesso di non scrivere degli uomini su GEAPRESS, siamo tanto arroganti che quando scriviamo e leggiamo, scriviamo e leggiamo per il 99% per noi stessi, ci leggiamo e ci scriviamo addosso e possiamo farlo ovunque oltre questo sito.

Nel titolo cito solo quattro dei più grandi eventi catastrofici degli ultimi decenni provocati dal comportamento umano, derivanti dalla prepotenza dell’uomo. Cito quelli più famosi, ma ogni giorno in ogni parte del Pianeta ci sono mille e mille piccole Kolontar, piccole Bhopal.

La Terra, quando ha necessità di mostrare il suo cuore caldo, erutta lava, lapilli e nuvole incandescenti e persino terrificanti “fire ball”. Le piante e gli animali, tutti gli animali, con pazienza ricominciano la loro vita dove è passata la lava incandescente. La storia della Terra raccontata dai biologi, paleontologi, geologi e dai geografi incontra in milioni e milioni di anni molte “catastrofi” naturali. La nostra storia, quella degli ultimi decenni, incontra migliaia di “catastrofi” innaturali.

Questa di Kolontar-Ajka, in Ungheria, è l’ennesima catastrofe innaturale. In NATURA non esiste un composto merdoso come quello che sta avvelenando centinaia di chilometri quadrati di Terra (acqua, suolo, aria) in Ungheria. La Terra non assembla piombo, ossido di titanio, ossido di ferro e cento altri componenti in questa forma, composizione e concentrazione e tali da raggiungere Ph =12, proprio perché innaturali.

Scarti di lavorazione dell’alluminio, una vasca di contenimento che cede e riversa il suo liquame mortifero ovunque. Tutto sporcato, tutto avvelenato, tutto morto per i prossimi anni. Il liquame si infiltra nel suolo per profondità diverse e con diluizioni diverse; i vapori tossici si disperderanno per un’ampia superficie, le acque superficiali e profonde scorreranno verso quote naturalmente più basse, al mare e nel sottosuolo. Tutto il BIOS toccato da questo liquame umano, perché prodotto dall’uomo, diventerà THANATOS, morte.

Quante sono le vasche contenenti residui della lavorazione dell’alluminio sul Pianeta TERRA? quante sono le centrali nucleari? quante sono le miniere e le Bhopal e le trivelle petrolifere?

E cosa c’entrano gli animali con la cupidigia dell’uomo?

Kolontar-Ajka troppi esseri umani morti, quattro o cinque! Troppi! La fabbrica deve continuare a produrre, le lastre di alluminio sono molto richieste ed il mercato tira, i prezzi in Ungheria sono molto più bassi anche perchè non si verificano le norme di sicurezza e pare che quel deposito fosse ben saturo da anni e che le pareti di contenimento dessero segni di cedimento da un po’.

Lombrichi, cani, uccelli, pesci morti a milioni lì in Ungheria.

Lombrichi, cani, uccelli, pesci non usano alluminio.

Muoiono per l’alluminio usato male dall’uomo.

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