cane padronale III
GEAPRESS – La notizia  è stata diffusa ieri dal National Council of Resistance of Iran, una organizzazione di opposizione al regime teocratico iraniano con sede all’estero. Rilanciata da Al Arabiya, ha poi avuto un palcoscenico mondiale.

Secondo l’NCRI si trattarebbe di un emendamento al Codice Penale iraniano che prevederebbe 74 frustate o una multa fino a 100 milioni di rial per chi possiede, mostra o vende un cane. Il responsabile  potrebbe così finire arrestato (sempre che l’emendamento sia approvato) ed il pet confiscato. Per il cagnolino si aprirebbe la strada dello zoo o del deserto. Il divieto di detenere, vendere e mostrare non vale solo per i cani ma anche per le scimmie. Anzi, su quanti animali siano compresi nell’emendamento, si sono già aperte varie supposizioni.

Il testo, infatti, prevederebbe il divieto per i “pets come cani e scimmie”.  Una sottolineatura oppure una estenzione a tutti gli animali somestici?

Nei giornali internazionali che fanno  riferimento al comunicato  del  National Council of Resistance of Iran, sono apparsi ulteriori particolari che mancano, però, nel testo diffuso dalla fonte.

Si parla, ad esempio, delle categorie che sarebbero esentate dal divieto. Si tratterebbe della Polizia, dei pastori, dei proprietari delle aziende agricole e dei pescatori. Non viene però specificato del perchè i pescatori dovrebbero utilizzare un cane. E’ pur vero,  che nel sito del Parlamento Iraniano, non è visibile, ad una prima verifica, il testo dell’emendamento. Dunque tutto deve rapportarsi con quanto finora fatto diffuso dall’NCRI.

L’emendamento, potrebbe collocarsi in una lotta, sempre presente all’interno del mondo politico iraniano, tra conservatori  e moderati. L’origine della proposta viene non a caso ricondotta al gruppo dei conservatori che potrebbero così riallacciarsi al concento di “animale sporco” che la dottrina religiosa avrebe affibbiato al cane.

La diffusione della notizia ha generato già molti commenti in ambiente animalista e non solo. Per chi possiede un cane in Iran, le preoccupazioni, però, potrebbero essere ben altre.

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