barbara balanzoni
GEAPRESS – Il caso dell’Ufficiale medico del nostro esercito finito sotto processo per avere salvato una gattina, arriva in Parlamento. Ad annunciarlo è l’ENPA che ricorda l’incredibile episodio sfociato nell’accusa di “disubbidienza aggravata e continuata” che sarebbe scaturito dal salvataggio di una gattina partoriente nel corso della missione in Kosovo.

La micia, stante quanto riportato dall’ENPA, si era rifugiata sotto una struttura prefabbricata del campo italiano e, come la stessa Barbara Balanzoni ebbe modo di verificare dopo avere ricevuto la segnalazione di alcuni militari, correva un imminente pericolo di vita. Di fronte a tale rischio, la dottoressa, che operava con la qualifica di anestesista-rianimatore, si attivò immediatamente per prestare soccorso a “mamma gatta”.

La vicenda è stata presa a cuore dalla senatrice Silvana Amati (PD) che ha presentato una interrogazione parlamentare al Ministro della Difesa. Al Ministro  Mario Mauro si chiede ora di sapere se “non ritenga piuttosto di sostenere l’operato della dottoressa Balanzoni anche in osservanza all’adesione dell’Italia e quindi del Governo al Trattato di Lisbona che all’articolo 13 definisce gli animali come “esseri senzienti” e riconoscendo altresì il valore dell’operato svolto dalla Balanzoni che ha contribuito a dare rilievo all’azione e all’immagine dell’Esercito Italiano quale ambasciatore di pace nelle missioni internazionali“.

Allo stesso Ministro si è rivolta anche la presidente dell’Enpa, Carla Rocchi, chiedendo un suo personale intervento. “E’ inconcepibile – ha dichiarato la presidente dell’ENPA – che un’azione così alta e nobile e di così elevato valore etico possa essere oggetto di punizione. Tra l’altro, la dottoressa Balanzoni è stata il medico che nel 2012 ha fatto mettere in contatto l’Esercito italiano e l’Enpa permettendo di avviare quella collaborazione che ha fatto giungere in Italia, salvandoli anche in questo caso da morte certa, undici cani dal Kosovo e due dall’Afghanistan“.

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