GEAPRESS – Chissà come è finita ai coccodrilli del lago Nasser, in Egitto. Se ne stava occupando una organizzazione di protezione animali locale che aveva denunciando, nel dicembre scorso, la mancanza di controlli contro i trafficanti di pelle. Ora, nonostante la gravissima situazione nella quale è precipitato l’Egitto, le quattro associazioni che in quei luoghi si occupano di protezione degli animali si stanno dando un gran da fare.

Innanzitutto per gli animali dello zoo di Giza, già in pessime condizioni ed oggetto nel recente passato di numerose manifestazioni per chiederne le urgenti migliorie (vedi video). Ora, però, ci sono ben altre emergenze. Fino a l’altro ieri, comunque, il cibo è stato fatto pervenire agli animali, così come gli stessi volontari stanno controllando alcuni negozi di pets ancora non saccheggiati. Lo annuncia l’ESMA, Egyptian Society for Mercy to Animals che ora chiede aiuto per gli animali. Cibo, soldi, possibilità di acquistare benzina e quant’altro possa servire per badare ai circa 600 animali che gli animalisti egiziani più o meno direttamente accudiscono. Gli fa eco la SPARE (Society for the Protection of Animal Rights in Egypt). Girare per le strade è pericolosissimo ed inoltre non si trova neanche un veterinario. I distributori di carburante stanno chiudendo uno dietro l’altro e le distanze, molte volte, sono enormi.

Un mondo poco conosciuto quello delle associazioni egiziane. Sicuramente appoggiato da organizzazioni di stampo anglosassone ma con sicuri e sempre più diffusi volontari locali. Su di loro ora grava un ulteriore problema. Gli occidentali sono in fuga dal paese e già è un miracolo se riescono a lasciare l’Egitto. Figuriamoci i loro animali domestici. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).   

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