cane con ossobuco
GEAPRESS – Un incidente purtroppo frequente, quello nel quale incorrono cani ma anche altri animali, tra cui i selvatici. Le immondizie dell’uomo lasciate in strada e non adeguatamente protette. Lattine, barattoli, trappole più o meno volute che rischiano di rovinare per sempre la vita a chi, senza potere intuire il pericolo, aveva seguito il suo olfatto.

Un caso singolare è avvenuto alcuni giorni addietro nei pressi di San Francisco. Un cane con la bocca e la lingua bloccati da un ossobuco. Se non veniva soccorso sarebbe morto di stenti essendo impossibile, in quello stato, potersi alimentare e bere. Per fortuna il povero animale è stato soccorso dalla Wasson Memorial Veterinary Clinic, i cui Veterinari sono stati impegnati in questi giorni nel salvataggio di alcuni gatti rimasti coinvolti nei disastrosi incendi che hanno interessato la California (vedi articolo GeaPress).

Il cane sta ora bene, ma le raccomandazioni, anche in questo caso, non sono mai troppe. I rifiuti devono infatti essere smaltiti esclusivamente nei cassonetti appositamente predisposti. E’ buona regola non limitarsi alla chiusura del sacchetto, ma occorre fare molta attenzione per prevenire pericolose intrusioni, ad esempio schiacciando le lattine e tutto quanto ha contenuto alimenti. Vale anche per i contenitori di cartone  destinati al latte, salse ed altri alimenti i cui resti potrebbero risultare appetibili per gli animali.

E’ successo, ad esempio, ad una volpe con la testa rimasta incastrata in un contenitore di plastica (vedi articolo GeaPress), per non parlare della cagnetta di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, prigioniera di una lattina (vedi articolo GeaPress). Vi è stato poi il gatto di Monreale (PA) con la testa totalmente infilata in una scatola per pomodoro (vedi articolo GeaPress) e la paperetta inglese con il becco  in una lattina di bibite (vedi articolo GeaPress).

Tutti salvati grazie alla disponibilità dei Medici Veterinari e dei volontari che, in alcuni casi, sono riusciti a coronare sogni di felicità. La cagnetta di Acquaviva delle Fonti, infatti, divenne la damigella di nozze dei suoi adottanti. Da randagia a principessa di un sogno d’amore (vedi articolo e foto GeaPress).
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